Il Tirreno

Pisa

«Baroni in pensione anche prima dei 70»

di Gianluca Campanella
«Baroni in pensione anche prima dei 70»

Carrozza rilancia: il ragionamento si può estendere anche a chi ha 67 o 68 anni, ma non è una guerra tra generazioni

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PISA. Il giorno dopo la sortita sui «baroni over 70 da pensionare», il ministro dell’Università Maria Chiara Carrozza non solo conferma, ma addirittura rincara la dose; infatti ieri, a Pisa per un convegno in Normale, prima di salire la scalinata di piazza dei Cavalieri fa di conto: «Non credo che siano in numero elevato, allora possiamo estendere il ragionamento anche a chi ha 67, 68 anni». A quel punto Carrozza specifica che non vuole «la guerra tra generazioni, ma è giusto che chi ha 30/40 anni e ha vinto un concorso possa finalmente essere assunto». Infine, l’affondo agli anziani: «Diano il buon esempio, ormai hanno maturato la pensione e possono continuare a fare seminari gratis; non stanno lasciando il mondo del lavoro migliore di come l’hanno trovato».

Il ministro incornicia il discorso nel tema più generale della «mobilità sociale e geografica bloccate: questo è il problema più serio e bisogna fare in modo che il figlio dell’operaio non sia costretto a fare a sua volta l’operaio». Con questa benedizione che guarda al futuro, in sala Azzurra comincia il convegno “La scuola digitale. Libri di testo e risorse informatiche per gli istituti italiani”. Il direttore della Normale, Fabio Beltram, è all’estero: così a fare gli onori di casa è Andrea Giardina, del Sum – Istituto italiano di Scienze Umane – da poco fuso con la scuola d’eccellenza pisana; i ben informati assicurano che questa consacrazione è il primo passo verso la sua “ascesa” alla carica di vice direttore della Normale-Sum, in prospettiva di organici in comune. Prima di dare la parola al ministro, Giardina ricorda che il convegno è stato voluto proprio da Carrozza. La quale spiega che «è inesorabile il processo del passaggio dalla scuola e dal libro tradizionali verso un modello diverso che ancora non sappiamo quale sarà. Ma siamo qui per creare il futuro del libro indipendentemente dalla piattaforma che risulterà, perché crediamo nella trasmissione della cultura». La scelta della Normale è quindi obbligata: «Siamo nel tempio del libro, accanto a una delle biblioteche più belle d’Italia e a due passi da un’altra di cui si dibatte molto nelle aule e nei bar della città». La prima è quella di “casa”, ospitata tra palazzo della Carovana e la torre di Ugolino; l’altra è la Biblioteca universitaria della Sapienza, il palazzo chiuso dal 29 maggio 2012, argomento che il ministro non elude ma su cui non può far altro che aspettare la perizia conclusa, che sarà presentata entro fine novembre. Carrozza torna al tema del convegno e invita a concentrarsi sui «contenuti, che siano tali da rendere competenti gli studenti». Essi vanno seguiti sempre: «Scuola e università sono state separate da riforme scellerate. Dobbiamo recuperare il dialogo fra loro ora che il ministero è stato riunificato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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