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Pisa

Toncelli chiude dopo 111 anni

Toncelli chiude dopo 111 anni

Storico negozio di cancelleria. «La mazzata finale dallo stop alla Sapienza»

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PISA. È cominciata mercoledì e proseguirà sino al 31 dicembre la liquidazione di Toncelli, storico negozio di cancelleria di qualità aperto nel 1902 in via Curtatone e Montanara. Vittorio Puntoni Toncelli, titolare con la moglie Adele, spiega che a «dare la mazzata finale è stata la chiusura della Sapienza», dal 29 maggio 2012 sigillata per criticità strutturali. Lì transitavano 5mila persone al giorno e si stima che l’80% delle lauree di giurisprudenza a Pisa siano state firmate con penne vendute proprio da Toncelli. In questo anno e mezzo di crisi il personale dell’esercizio commerciale è passato da cinque dipendenti a tre che, nell’ultimo periodo hanno avuto un’ulteriore riduzione al part time. Dal 1° gennaio saranno senza lavoro, mentre Puntoni diventerà un pensionato. Intanto ha qualche recriminazione nei confronti dell’amministrazione: «Né al sindaco, né al rettore interessa quello che succede intorno a piazza Dante», dove tanti negozi hanno risentito della chiusura dell’antico edificio universitario. E non basta il mercatino dell’artigianato che si svolge una volta al mese: «In quelle occasioni lavora solo qualche bar; non è il nostro tipo di clientela». Il titolare del negozio rimpiange l’esempio di Lucca: «Lì è tutta ztl, ma è pieno di mezzi pubblici molto piccoli che riescono a entrare dappertutto. A Pisa, invece, ci sono solo bus enormi che non passano dal centro storico. Così ammazzano il commercio, non si fa niente per attrarre la gente». Toncelli infine, non crede che l’esplosione dell’informatica abbia contribuito a ridurre i margini: «Noi ci siamo sempre aggiornati, ma senza tradire la nostra tradizione». Per esempio, sono esposte nel negozio anche stilografiche con diamantini e altri gioielli veri e propri, come collane di perle, sempre firmati Montblanc, Parker, Dupont, Waterman e altri inconfondibili marchi del lusso, conosciuti non solo dagli esperti del settore. Senza scomodare il fascino della scrittura e dell’inchiostro, Toncelli si limita a constatare che «non posso trasformarmi in un negozio di informatica: la gente compra su Internet gli articoli di tecnologia. Inoltre ci vorrebbe personale specializzato». Come dire: convertirsi al commercio di massa sarebbe la spersonalizzazione dei valori di eleganza e qualità in cui la “ditta” ha creduto con fierezza per 111 anni, da quando forniva persino la Real Casa.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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