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Pisa

Stalking, difesa con vip per Buscemi

Stalking, difesa con vip per Buscemi

Iniziato il processo all’attore accusato dalla ex: tra i 140 testi citati anche Pieraccioni, Panariello, Renato Zero e Filippeschi

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PISA. Leonardo Pieraccioni e Renato Zero. Ma anche Giorgio Panariello e Roberto Farnesi. E poi il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Provincia, Andrea Pieroni e con loro il primo cittadino di Prato, Roberto Cenni, il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli e il deputato Pd, Federico Gelli. Non è la scaletta di uno spettacolo con artisti sul palco e politici a fare da passerella.

Loro ancora non lo sanno, ma l’attore e regista Andrea Buscemi (nella foto), 50 anni, di Pisa, li ha inseriti nella lista dei testimoni a sua difesa - in tutto sono 140, ma ne verranno indicati solo 50 - nel processo in cui è imputato per stalking che si è aperto davanti al giudice monocratico Paola Giovannelli (pm onorario Silvia Saviozzi).

Un elenco in cui compaiono anche il luminare dei trapianti, il professor Franco Mosca, il presidente della Belvedere Spa ed ex sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni e gli attori Biagio Izzo, Paolo Ruffini, Deborah Caprioglio, Nathalie Caldonazzo ed Eva Robin’s, il presentatore fiorentino Walter Santillo, l’autore di testi tv, Carlo Pistarino e Enzo Ghinazzi, in arte Pupo. Ci sono pure ristoratori e negozianti di Pisa, Lucca e Livorno, giornalisti locali e della Rai, direttori di teatri e funzionari di banca. La storia era iniziata nei primi mesi del 2008 per poi concludersi circa un anno dopo.

Stando all’accusa, l’imputato avrebbe continuato a “braccare” la donna almeno fino alla fine del 2009 affidandosi anche a un’agenzia di investigazioni private. L’avvocato Carlo Di Bugno, difensore dell’attore e regista, ha argomentato la necessità di sentire 140 persone con l’esigenza di dimostrare che il suo cliente non aveva isolato dal mondo esterno l’allora compagna.

Per la Procura, infatti, l’imputato avrebbe esercitato una pressione psicologica martellante, quasi quotidiana, sulla giovane, assistita dall’avvocato Samantha Lotti, al punto da annientarne la personalità e l’autonomia relazionale. «In sua presenza non potevo parlare» scrive la donna nella querela alla base del processo. Prossima udienza il 5 dicembre

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