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Due contadini rischiano di rimanere folgorati

Due contadini rischiano di rimanere folgorati

Hanno spostato da un campo un cavo elettrico da cui era stato rubato il rame urtando una linea in funzione che ha dato la scarica. Uno è stato ricoverato

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SAN GIULIANO. Salvi per miracolo due giovani agricoltori sangiulianesi che hanno rischiato di rimanere folgorati durante una normale operazione di trebbiatura.

Il fatto è accaduto ieri mattina intorno alle 11,30 in un campo agricolo vicino alla locanda S. Agata, alla periferia di Gello. Su quel campo corrono due linee elettriche distinte e sospese su pali, ma mentre una era totalmente integra, l’altra appariva danneggiata al punto che uno dei cavi si era spezzato e un troncone si era adagiato sugli sterpi quasi a toccare terra a causa dell’azione maldestra dei ladri di rame che da tempo imperversano sul territorio con scorribande che non risparmiano neanche i cimiteri. Sta di fatto che quando i due agricoltori si sono accorti di quella presenza che ostacolava il loro lavoro hanno fermato la mietitrebbia procedendo senza alcuna precauzione allo spostamento manuale del cavo che probabilmente hanno ritenuto erroneamente isolato. Un gesto irresponsabile che ha sbalzato di quasi quattro metri il più giovane di trentacinque anni, mentre il compare quarantenne si è accasciato a terra privo di sensi. Attimi concitati di paura e totale smarrimento quando il primo si è faticosamente rialzato rendendosi conto dell’accaduto. Subito si è precipitato in soccorso del collega che fortunatamente ha ripreso i sensi se pur visibilmente frastornato.

Provvidenziale la chiamata di soccorso che ha fatto precipitare sul posto i carabinieri di San Giuliano e un mezzo del118 che ha provveduto a trasportare al pronto soccorso di Cisanello l’agricoltore svenuto che ha poi superato egregiamente e senza particolari postumi il forte shock elettrico. E, oggi, dovrebbe essere dimesso.

Nel campo in cui è accaduto il fatto, l’Enel aveva una linea di media tensione non in servizio e quindi non in tensione. Non essendo in servizio, l’Enel non poteva sapere che i ladri di rame ci avevano messo le mani e, a causa del furto, era venuta a mancare la chiusura in rame a fine campata, come accertato da un sopralluogo.

Il problema è che questi "cavi penzoloni", pur non essendo in servizio, si trovavano vicino alla campata da cui partiva un’altra linea in servizio. Spostandoli, gli agricoltori hanno sfiorato con i cavi l'altra linea e c'è stata una scarica elettrica. Ovviamente, se non ci fosse stato il furto, i cavi non sarebbero stati pendenti, non ci sarebbe stato spostamento e quindi neppure lo sfioramento dell’altra linea. Tra l'altro, se i due agricoltori avessero avvertito il centro operativo Enel, i tecnici sarebbero intervenuti per ripristinare la situazione di massima sicurezza, come è stato fatto ieri.

Luciano Bartalini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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