Sicurezza
Addio a Egisto Dini ingegnere che fece la storia della Piaggio
PISA. Se ne va un pezzo di storia della Piaggio e dell’ingegno “made in Italy”. All’età di 94 anni è morto Egisto Giovanni Dini, ex direttore della ricerca avanzata della casa della Vespa. Il decesso...
PISA. Se ne va un pezzo di storia della Piaggio e dell’ingegno “made in Italy”. All’età di 94 anni è morto Egisto Giovanni Dini, ex direttore della ricerca avanzata della casa della Vespa. Il decesso è avvenuto all’ospedale di Pisa, dove l’uomo era stato trasferito negli ultimi giorni dalla sua casa di Santa Colomba.
D’origine pisana, Dini è stato tra i migliori progettisti calcolatori sulla piazza nell'Italia degli anni Cinquanta. Fu assunto nel 1949 da Enrico Piaggio per assistere l'ingegner Corradino D'Ascanio. Per venticinque anni non ci fu ingranaggio di Vespa, Ape o ciclomotore che non fosse passato attraverso l'ottimizzazione dimensionale dei suoi calcoli. L'affidabilità dei motori Piaggio partiva dalla sua opera.
Era anche un ottimo progettista: suo il famoso fuoribordo “Moscone”, “Il Trattorino”, il primo ciclomotore elettrico, suoi i primi studi sui sistemi di guida servoassistita. E poi lo scooter a tre ruote, l’Mp3, fu originato dai suoi studi.
Dini trascorse l'infanzia in piazza dei Grilletti e l'adolescenza a costruire e collaudare sui Lungarni quelli che lui chiamava “i modelli volanti”, veri prodigi di balsa e carta velina. Nel 1943 divenne ingegnere aeronautico. Ufficiale di artiglieria della divisione Taurinense, ebbe la fortuna di cadere da cavallo durante un’esercitazione evitando così di andare a morire al fronte come accadde a buona parte dei suoi compagni. Rifugiatosi in un portone con sua madre mentre Pisa andava giù sotto il bombardamento, fuggì sui monti pisani dopo l'otto settembre. Catturato dai tedeschi durante i rastrellamenti, riuscì a scappare mentre i proiettili gli fischiavano vicino.
Finita la guerra, c'era da ricostruire Pisa. Si laureò a pieni voti in ingegneria civile, divenne capo progettista del Genio Civile rifacendo le passerelle provvisorie sui ponti bombardati.
Rifece il ponte Solferino e partecipò ai concorsi per la ricostruzione del ponte Santa Trinita a Firenze e del Ponte di Mezzo.
Sposò Annamaria Stefanelli, una delle più belle studentesse della facoltà di Lettere, che gli ha dato quattro figli.
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