Italia
Pensioni ridotte a zero, il caso si ripete
La spiegazione dell’Inps: «Quelle trattenute Irpef sono debiti fiscali, noi non possiamo intervenire»
PISA. L'Irpef colpisce ancora. Dopo il caso del pensionato calcesano che si è visto azzerare la pensione di novembre (con la trattenuta del primo e secondo acconto Irpef, oltre a tutte le altre decurtazioni, il suo lordo mensile di 3.900 euro è stato azzerato) altri pensionati denunciano la stessa, spiacevole, situazione. È il caso di una pensionata pisana (anche lei preferisce rimanere anonima), ex commessa, che, nella busta paga di novembre, ha trovato l'ennesima sgradita sorpresa. «Importo netto del pagamento: 0,00 euro», recita il cedolino della pensione. La pensionata, su un netto di 800 euro, si è vista scalare l'intero importo: a pesare soprattutto le trattenute del primo e secondo acconto dell'Irpef. «Da agosto ad ottobre – dice – ho ricevuto la pensione dimezzata. Questo mese, invece, è stata completamente azzerata». Dopo le proteste, l'Inps di Pisa fa sapere che l'istituto pensionistico non può evitare questa situazione, né rateizzare l'importo dovuto, così come chiesto dai pensionati, perché l'Irpef è un debito contratto con il fisco e l'Inps è obbligato a scalare dalla pensione la somma dovuta. «Purtroppo non sono debiti contratti con l'Inps, che invece possono essere rateizzati – informano dall'Inps di Pisa -. Si tratta di debiti fiscali che l'istituto è obbligato a trattenere. Una situazione, comunque, di cui il pensionato è a conoscenza». Il pensionato, infatti, è informato della somma debitoria da versare nelle casse del fisco al momento della stipulazione del 730 e quindi attraverso i Caf (centri assistenza fiscale). La somma dovuta può essere scalata in massimo quattro soluzioni (a seconda dell'ammontare della pensione) ma non è possibile rateizzarla. «Sul 730 – continuano dall'Inps – è scritto quanto e quando l'importo sarà scalato. In pratica è lo stesso pensionato che autorizza l'Inps a decurtare la somma, attraverso la compilazione del 730». L'unica soluzione “non traumatica” che rimane ai pensionati è quella di chiedere una sorta di sospensiva all'Inps e regolarizzare i conti con il fisco con altre forme di pagamento e non attraverso la pensione.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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