Il Tirreno

Pisa

La mobilità svela le maxiprovince

La mobilità svela le maxiprovince

I Riformisti sposano lo studio del Cnr: «La super città fiorentina sbilancia tutto»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Un tema che non si può più ignorare come, invece e colpevolmente, è stato fatto. È il grido d’accusa dei Riformisti per Pisa sulla Città metropolitana, una realtà che nei fatti esiste già e alla quale solo la politica si deve adeguare. E la politica messa sotto accusa non può che essere principalmente quella del Pd, dato che i quasi tutte le amministrazioni coinvolte, Pisa in primis, battono bandiera di centrosinistra. «Lo diciamo con amicizia ai nostri amici del Pd – afferma Federico Eligi, assessore comunale alle manifestazioni storiche, ma non per questo meno fermamente: il piano strategico di area vasta, nonostante tutti gli sforzi è un modello che ha fallito, è necessario un cambiamento». Il modello che propone la lista dei Riformisti si basa su di uno studio del Cnr (di cui avevamo anticipato i risultati nei giorni scorsi) che, monitorando gli spostamenti di 150mila individui, attraverso sistemi gps e gsm, ha evidenziato come ormai Pisa non abbia più un’area urbana definita ma sia l’epicentro di un movimento continuo di cittadini che comprende i comuni di Vecchiano, Calci, San Giuliano e Cascina. Lo studio evidenzia altresì come, a livello regionale, esistano già cinque macro aree: una costiera che comprende Pisa e va da Massa a Livorno, una sud con al centro Grosseto, una centrale intorno a Siena, una est che parte da Arezzo ed una a nord che ruota intorno a Firenze. È proprio la città metropolitana di Firenze che preoccupa di più: «Con la città metropolitana di Firenze (che comprenderà le province di Prato e Pistoia) – continua Eligi - si avrà un nuovo assetto istituzionale e ci sarà una grande area d’influenza che rischia di superare la Regione. Per questo chiediamo alla Regione stessa che avanzi una proposta nuova di riassetto territoriale ed istituzionale, non si può più perdere tempo. All’interno dell’area vasta costiera poi c’è la città metropolitana di Pisa: esiste già e non ha servizi adeguati perché continuiamo a ragionare di servizi locali. E questo è un lusso che non possiamo più permetterci. Anche perché le resistenze ad una vera integrazione vengono dalla politica, non dalla gente». Sulla stessa linea Massimo Balzi: «Questo tema lo abbiamo proposto in campagna elettorale e vogliamo tenere fede alla parola data. Il Pd ha i numeri e di conseguenza la responsabilità di affrontare un tema urgente. Del resto degli ultimi sindaci della città nessuno era nato a Pisa: Filippeschi è di Fauglia, Fontanelli di Santa Maria a Monte, Cortopassi di Castelfranco e Floriani era triestino». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa