Sicurezza
Energia dalle onde, la macchina si vende
Al via la sperimentazione davanti a Castiglioncello, poi il generatore sarà collocato all’Elba. Acquistati quattro esemplari
PISA. Proseguiamo il viaggio nel mondo della green economy pisana, con un'altra azienda “di casa nostra” che nel giro di cinque anni si è imposta nel panorama mondiale con un brevetto innovativo per estrarre energia dalle onde del mare. Stiamo parlando della 40South Energy, diciassette dipendenti con sedi a Ospedaletto in via Meucci e a Londra dove si trova la capogruppo; il suo prodotto si chiama R115, un generatore marino che produce energia elettrica sfruttando il moto delle onde. Nel giro di pochissimi giorni al largo di Punta Righini, di fronte a Castiglioncello, ci sarà la prima installazione in questo tratto di mare dato in concessione alla 40South Energy (tratto per il quale la società sta richiedendo la conversione a sito produttivo). La macchina verrà testata per un paio di mesi, dopodiché sarà trainata davanti alle coste dell’isola d’Elba, all’altezza di Pomonte, dove resterà per fornire energia alla rete che alimenta l’isola (le autorizzazioni sono in corso). La società sta seguendo l’iter autorizzativo anche per un parco dell’energia delle onde alle Isole Scilly in Gran Bretagna per l’installazione di altri tre impianti.
Il primo ad acquistare questo generatore è stato nel 2012 Enel Green Power; quest'anno ne sono stati venduti uno ad un produttore indipendente di energia e altri due ad una società che opera nel settore immobiliare. Protagonista di questo exploit è Michele Grassi, attuale amministratore delegato. Laureato in matematica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha quindi conseguito un dottorato in matematica all’Università della California a Los Angeles. Nel 2005 l’idea per un innovativo metodo di estrazione dell’energia dalle onde. Dopo i primi studi, nel 2006 presenta un primo brevetto, nel 2007 crea a Pisa la 40South Energy Srl e nel 2008 la luce la londinese 40South Energy ltd allo scopo di commercializzare le macchine a livello globale. «È da tanto tempo che si cerca di produrre energia sfruttando il mare – spiega Grassi – ma il problema principale che ha sempre bloccato questo tipo di produzione è stata la tenuta dei macchinari. L’esposizione alle diverse condizioni atmosferiche ha sempre reso poco conveniente tale modo di produzione ma noi abbiamo rovesciato il concetto: la nostra macchina sta sotto il mare. Questo permette di aumentarne la vita e annulla l’impatto ambientale della macchina stessa». Il generatore è capace di produrre 220 MWh all’anno (il consumo di 80 famiglie) e si compone di tre parti: due braccia inferiori di 35 metri che stabilizzano il macchinario superiore che raccoglie e commuta l’energia raccolta in energia elettrica e la trasmette alla rete elettrica di riferimento. Il prezzo? Poco meno di 400mila euro. Ma l'azienda non ha intenzione di cullarsi sugli allori e sta progettando un nuovo modello commerciale, R1300, che avrà una potenza oltre dieci volte superiore al precedente (con dimensioni comunque sempre contenute); sarà disponibile commercialmente entro il 2014.
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