Proteste
Quaranta assunzioni con le pale eoliche
La Eta Wind Blades punta a espandersi e prevede di reclutare alcune decine di operai specializzati nei prossimi due anni
PISA. Secondo l’annuale rapporto “Greenltaly” di Unioncamere e Fondazione Symbola, quella di Pisa è la quinta provincia più “verde” in una regione che conta in questo settore 21.440 imprese (il 6,5% delle aziende italiane che hanno investito quest’anno in tecnologie e prodotti verdi). Pisa però diventa la seconda, dietro Firenze, se si considerano le assunzioni (non stagionali) di green jobs stimate a fine anno: 360. Un bel contributo, in questo senso, potrà poi arrivare dalla Eta Wind Blades Solutions, azienda che produce pale eoliche innovative e che ha in programma 40 assunzioni tra 2014 e 2015. Un esempio di green economy che traina la ripresa o almeno cerca di farlo.
Ma cos’è questa green economy di cui tanto si parla? Viene così indicata un’economia il cui impatto ambientale sia contenuto e dove svolgono un ruolo di primaria importanza la tecnologia e la conoscenza scientifica; in tale comparto le fonti di energia tradizionali sono affiancate, se non sostituite, dalle fonti di energia alternative (ad esempio: eolico, biomasse, solare).
Eta è un’impresa giovane (è stata costituita nel 2011) con sede in via della Darsena, nella zona dei Navicelli. Un’area che si sta caratterizzando sempre più nell’ospitare attività sostenibili, al di là degli storici insediamenti della nautica. Amministratore delegato di Eta è l’ingegnere Giovanni Manni (nella foto), 44 anni, livornese.
L’azienda, ora formata da una quindicina di persone, è specializzata nella realizzazione di pale eoliche («e solo questo componente, non le turbine», specifica Manni) per la produzione di energia dal vento. La loro particolarità? Una maggiore efficienza (intorno al più 20%) in termini di produzione di energia, a parità di costi e in condizioni di vento tipiche italiane. «Su investimenti di milioni di euro come avviene per i parchi eolici - specifica il manager - questo significa molto».
Sono tre, spiega Manni, i punti di forza del prodotto Eta. Si comincia dall’uso di profili alari studiati dall’Ente dell’energia olandese Ecn (da quelle parti di vento se ne intendono), con a capo del design un italiano, l’ing. Francesco Grasso. Queste pale, poi, compiono anche movimenti di torsione, una novità che ha alla base esperti italiani (i professori Bottasso e Croce del Politecnico di Milano, ingegneri aerospaziali): tali movimenti permettono di costruire pale più lunghe e prendere dal vento maggiore potenza. Terzo, l’impiego di materiali innovativi.
Nel piano industriale di Eta spiccano le previsioni al rialzo del fatturato per il 2014 e 2015, annualità per le quali si parla di numeri da “grande azienda”. Una crescita determinata dai contatti (e contratti) in corso con clienti irlandesi e spagnoli, oltre che italiani. E sul mercato nazionale i referenti sono ormai i più grandi gruppi impegnati nel settore eolico.
Questa crescita porta all’esigenza di assumere e anche di trovare spazi adeguati. Eta ha la sede legale ai Navicelli. Il piano industriale 2014-2016 necessita però di spazi produttivi per le varie gamme di oltre 5mila mq. L’idea sarebbe quella di sfruttare sempre l’area dei Navicelli grazie alle caratteristiche logistiche e infrastrutturali che offre. «Ma si deve fare i conti con i costi: in altre zone (Marche o Piemonte ad esempio) si possono trovare soluzioni da 2 euro al mq, mentre in Toscana si deve almeno raddoppiare la spesa. Stiamo vedendo varie possibilità, sperando di trovare quella giusta», dice Manni.
Per realizzare il piano industriale, aggiunge, «nei prossimi tre anni avremo bisogno di circa quaranta risorse». Le figure professionali cercate saranno all’80% operai specializzati nella lavorazione dei materiali compositi, ma anche tecnici e contabili. «L’idea - conclude Manni - è rendere la produzione il più possibile flessibile assumendo circa il 30% delle risorse e affidando a squadre esterne il restante 70%».
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