Sicurezza
Lettera al premier Letta «Pensi al rischio Serchio»
I sindaci di Vecchiano e San Giuliano hanno scritto al governo per scongiurare che l’Autorità di bacino del fiume sia cancellata dalla legge di stabilità
VECCHIANO. C’è il rischio, concreto, che l’Autorità di bacino del Serchio che sovrintende alla sicurezza del fiume possa sparire. O, meglio, incorporato nel grande distretto idraulico appenninico-settentrionale che include Arno, Serchio, Magra e altre vie d’acqua.
Contro questa reale eventualità, si schierano Giancarlo Lunardi e Paolo Panattoni, sindaci di Vecchiano e San Giuliano. Insieme hanno firmato una lettera inviata al Presidente del Consiglio, Enrico Letta, e al Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, affinché rivedano la posizione del governo inserita in un collegato all’interno della legge di stabilità.
«Sarebbe un provvedimento sbagliato - afferma Giancarlo Lunardi - perché il Serchio è uno dei fiumi italiani più pericolosi. È straripato nel 1940, 1953, 1982, 2000 e, ultimamente, nel 2009. E ogni volta, mediamente, i danni causati sono di 100 milioni di euro. L’Autorità di bacino ha fatto un gran lavoro di studio e prevenzione, ma per quanto riguarda l’esecuzione siamo ancora all’inizio. Il rischio idraulico non è affatto scongiurato e se sparisce l’Autorità di bacino, resta un percorso incompiuto. Terminare all’interno di un distretto così ampio, sarebbe per noi una grave perdita».
Ed ecco una sintesi della lettera inviata al premier Letta e al ministro Orlando.
«Abbiamo appreso nei giorni scorsi - scrivono Lunardi e Panattoni - che sussiste la volontà del Ministero dell’Ambiente di chiudere l’esperienza dell’Autorità di Bacino del Fiume Serchio. In qualità di sindaci dei Comuni di San Giuliano Terme e Vecchiano siamo a testimoniare la nostra contrarietà alla fine di questa esperienza che, dal 1990, ha costituito una positiva realtà, costruendo nel tempo un progressivo patrimonio di conoscenze, professionalità ed innovazione che è risultato fondamentale nella gestione delle criticità che hanno interessato il corso del fiume Serchio e i territori ad esso collegati».
I due sindaci fanno notare che in questo modo «si rischia di perdere una realtà vicina ai cittadini e agli amministratori, utile non solo nei casi di emergenza per nubifragi, frane, alluvioni, ma anche nel momento della pianificazione urbanistica per i molti comuni che fanno parte del bacino del Serchio: ci auguriamo pertanto che la proposta sia ritirata e che si configurino le condizioni per continuare la positiva esperienza che finora ha garantito la vicinanza del gestore ai territori di riferimento». (g.p.)
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