L’aspirante ingegnere aveva 2 kg di marijuana
Ventenne arrestato dai carabinieri: la droga nascosta nella “Casa dello studente” Per gli investigatori riforniva il giro universitario. Controlli sulla rubrica telefonica
PISA. Più che dare esami, smerciava erba. Era diventato un punto di riferimento nell’ambiente universitario, almeno quello dedito al consumo delle “canne”.
Il business dell’albanese ventenne, iscritto alla facoltà di Ingegneria, incensurato, è stato interrotto dai carabinieri di San Giuliano Terme che lo hanno arrestato (il nome non è stato fornito) «in flagranza di reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti». Una scorta tutt’altro che di modica quantità quella trovata nella sua stanza: 2 chili di marijuana.
Viveva alla Casa dello studente “Praticelli” l’aspirante ingegnere con il vizietto dello spaccio. Non è che lo smercio gli servisse per pagarsi l’affitto. Tutto quello che incassava dalla materia prima per confezionare spinelli era guadagnato.
I militari avevano da tempo più di un sospetto su un giro di “fumo” tra gli studenti dell’ateneo.
L’albanese era così finito sotto la lente degli investigatori per una serie di comportamenti sospetti che lasciavano più di un dubbio su quale fosse il piccolo commercio avviato dall’immigrato.
Lo hanno tenuto nel mirino per qualche settimana seguendolo negli spostamenti e sentendo anche coetanei del suo ambiente.
Ma per arrestarlo ci voleva una prova schiacciante. È arrivata martedì mattina quando i carabinieri si sono presentati alla “Praticelli”, di fronte al Centro nazionale della ricerca, dove il giovane occupava una stanza.
Quando sono entrati sono riusciti a dirigersi subito nel locale in uso al ventenne colto di sorpresa, prima di mettere al riparo il corpo del reato che lo avrebbe sistemato al Don Bosco.
Ai militari è bastato respirare per qualche secondo l’aria della stanza per capire di aver centrato il bersaglio. L’odore di marijuana ammorbava l’ambiente. E sul tavolino, a conferma di quello che cercavano, si sono imbattuti in un grosso involucro con 2 etti di erba e nel materiale usato per confezionare le dosi (bilancine di precisione, cellophane, cartine, filtrini, trita tabacco e vari cellulari). Il grosso è arrivato dopo. Nello zaino dello studente è stato trovato un “cespuglio” di marijuana che, sommato ai 200 grammi sul tavolino, ha portato a 2 chili il peso complessivo della sostanza sequestrata. Con una quantità del genere a disposizione, gli investigatori stimano che il ventenne muovesse un grosso giro tra gli universitari. Ora si cercano i potenziali acquirenti. Le rubriche telefoniche sequestrate riportano decine di nomi.
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