Il dolore
Fa scuola in Europa il Municipio dei Beni Comuni
PISA. «Com’è accaduto già per altre esperienze europee, la rioccupazione dell'ex Colorificio ha significato ridare senso ad un edificio abbandonato. Per noi questo è estremamente importante, perché...
PISA. «Com’è accaduto già per altre esperienze europee, la rioccupazione dell'ex Colorificio ha significato ridare senso ad un edificio abbandonato. Per noi questo è estremamente importante, perché riattivare le risorse fuori uso è un atto di cittadinanza. E come in altre situazioni ci interessava mettere in evidenza il ruolo di mediazione svolto da simili progetti tra la cittadinanza e l'autorità pubblica, in particolare rispetto alla gestione degli spazi abbandonati». Così Gilda Farrell, responsabile della divisione ricerca e sviluppo della coesione sociale del Consiglio d'Europa, ha motivato l'invito del “Municipio dei beni comuni” a “Responding Together”, la conferenza promossa dal Consiglio d'Europa che si è tenuta lunedì e martedì a Strasburgo con quelle che sono ritenute le migliori esperienze europee «volte alla riduzione della povertà, delle diseguaglianze e dello spreco di risorse». Tra queste anche il “Municipio”, una cui delegazione ha presieduto martedì scorso ad un workshop dedicato ai progetti finalizzati ad evitare sprechi e promuovere un migliore utilizzo delle risorse, insieme a componenti del Consiglio d'Europa e delegazioni di movimenti portoghesi, greci e belgi.
«Appare necessario – recitano le conclusioni del workshop - che le autorità pubbliche riconoscano quelle esperienze spontanee e autogestite da comunità di cittadini che nascono come risposta ai bisogni e alle necessità del quotidiano. Risulta allo stesso modo utile il ricorso a strumenti giuridici e legislativi che possano attuare pressione rispetto ai detentori di proprietà, nella misura in cui edifici, stabili e case non rimangano abbandonati e non usufruibili da parte della comunità. Sarebbe inoltre fondamentale cercare di modificare la modalità di interazione per cui le amministrazioni locali siano realmente propulsive e sostengano le iniziative e i progetti della cittadinanza».
Posizione ribadita anche dal “Municipio” durante il workshop che ha chiuso la due giorni di lavori: «Le situazioni in cui diritti fondamentali vengono non riconosciuti o addirittura lesi, vanno denunciate con forza e l'Unione Europea dovrebbe farsi carico in modo inequivocabile di una simile denuncia».
«Quella di Strasburgo è stata un'esperienza positiva – commentano dal “Municipio” - che connette l'esperienza dell’ex Colorificio con una rete internazionale attiva nella battaglia per i beni comuni e contraddice quanti si sono rifiutati di interagire con la nostra esperienza perché fiorita ai margini della legalità. L'esperienza di Strasburgo ha dimostrato come sia attuale cercare di ridefinire il concetto di proprietà e come in molte città europee si sta lavorando affinché sia possibile».(d.r.)
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