La protesta
Dopo il taglio di nove milioni i ricercatori si mobilitano
PISA. Da Roma arrivano notizie poco incoraggianti: è confermata la previsione del rettore Massimo Augello sui nove milioni in meno all’Università. Ieri “Il Tirreno” ha pubblicato il conto di Augello...
PISA. Da Roma arrivano notizie poco incoraggianti: è confermata la previsione del rettore Massimo Augello sui nove milioni in meno all’Università. Ieri “Il Tirreno” ha pubblicato il conto di Augello sui tagli che colpiscono il nostro ateneo, tra riduzione di fondo ordinario e fondo premiale; ma la sua speranza era che al Senato ci potesse essere un ripensamento. Però sempre ieri, nel pomeriggio, fonti del ministero dell’Università – guidato dalla pisana Maria Chiara Carrozza – hanno spiegato che il decreto scuola è blindato e quindi cambiarlo significherebbe rompere un equilibrio fragilissimo. Si perdono così anche i 41 milioni di extra gettito totale per gli atenei più virtuosi, che la norma aveva previsto: era la misura più simbolica perché sarebbero andati solo alle istituzioni accademiche più meritevoli.
Nessuno ha capito bene dove siano spariti, se persino Flavio Zanonato, ministro dello Sviluppo economico, ha dichiarato di non avere risposte. Per lo staff del ministro Carrozza resta la rivendicazione di averci provato e di aver invertito la tendenza dopo anni di sforbiciate. Ma la sostanza non cambia e a Pisa si cominciano a prendere le misure di ciò che si rischia con quei nove milioni in meno. In primo luogo la ricerca, come anticipato dallo stesso Augello: le associazioni di dottorati e ricercatori hanno messo in calendario assemblee in questi giorni per capire come reagire e hanno promesso a breve documenti di proposte e protesta. (g.c.)
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