Il Tirreno

Pisa

Senza slot machine la scelta si diffonde Ma la vita è più dura

di Tommaso Fabiani
Senza slot machine la scelta si diffonde Ma la vita è più dura

Circoli Arci, c’è chi non le ha mai volute e chi le ha ripudiate E chi le tiene si giustifica: possiamo tenere i prezzi più bassi

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PISA. Qualcuno, per scelta etica, ha deciso che all’interno del proprio circolo non devono essere presenti. Qualcun altro è riuscito a metterle al bando con scelte controproducenti soprattutto dal punto di vista economico. Per altri, videopoker e slot machine, rappresentano invece un’entrata fondamentale per far quadrare i bilanci. Un’esca che alimenta una piaga sociale, in certi casi, ma che trova spazio anche all’interno di tanti circoli Arci, a dispetto degli appelli provenienti da più fronti. Il dibattito è aperto e gli orientamenti, come vedremo, diversi. A Putignano, ad esempio, il divieto di installare slot e videolottery è tassativo. «Si tratta di una scelta etica – spiega Carmelo Scaramuzzino, presidente del circolo da quasi vent’anni. Una volta avevamo i videogiochi poi, finita quell’epoca, abbiamo deciso di abolire i giochi in denaro. Non siamo delle attività commerciali e i principi delle case del popolo devono rimanere unicamente quelli dell’associazionismo e della collaborazione. Basta entrare in un qualsiasi bar per vedere l’effetto che queste macchinette hanno sulle persone. Effetti che non sono in linea con le finalità sociali che dovremmo perseguire».

A pensarla cosi è anche Paride Antonelli, presidente del circolo Arci di Riglione. Qui, fino a pochi mesi fa, le slot machine rappresentavano una risorsa fondamentale per far fronte alle spese del circolo. «Ogni mese incassavamo dai 400 ai 500 euro - dice Antonelli – e obiettivamente erano entrate importanti. Poi sono diventato io presidente, è cambiato il consiglio direttivo e a marzo abbiamo deciso all’unanimità di eliminare slot e videopoker». I motivi, anche in questo caso, sono stati soprattutto di natura morale. «Vedevo gente che si rovinava col gioco, spendendo anche centinaia di euro al giorno – continua Antonelli - Spesso nascevano liti e discussioni, perché magari qualcuno finiva i soldi e non voleva che altri giocassero alla suo posto». Da qui la ricerca di nuove entrate per far fronte alle spese sostenute dal circolo. «Ora organizziamo pranzi, cene ed iniziative di vario genere».

Una scelta simile è stata fatta anche dal Circolo dell’Alberone. «Da tempo discutevamo su questo tema – spiega Margherita Caputo, segretario dell’associazione – poi a giugno abbiamo votato e deciso togliere le slot perché abbiamo capito che non erano in linea con le finalità che un’associazione come la nostra si prefigge. Per rimediare alle minori entrate abbiamo puntato ancora di più sulle attività che svolgiamo, come volontariato, ballo, tombole e aperitivi».

Ci sono però anche circoli che considerano i videopoker e le videolottery delle attività fondamentali per far quadrare i bilanci. Come ai Passi ad esempio. Qui le slot machine presenti sono quattro e gli incassi sono equamente divisi tra il circolo e il bar che gestisce alcuni spazi dell’associazione. «Senza questi ricavi sarebbe tutto molto più difficile, anche perché si parla di circa 500euro al mese, quindi di cifre importanti – spiega Federica Tilli, titolare del bar in gestione. Come Arci siamo costretti a tenere i prezzi dei prodotti piuttosto bassi, per cui è difficile rientrare nelle spese e senza queste entrate si rischierebbe di compromettere anche le altre attività del circolo». Tilli assicura di non aver mai visto persone rovinarsi col gioco: «Non ci sono giocatori compulsivi qui e comunque basterebbe che facessero 100 metri per andare a giocare in un altro bar, per cui il problema comunque non si risolverebbe».

La pensano cosi anche al Circolo Arci di Pisanova. In questo caso gli spazi dell’associazione sono gestiti interamente da privati e le quattro slot machine sono chiuse in una saletta vicino il bancone. «Abbiamo una partita Iva nostra, per cui decidiamo autonomamente se è il caso o no di tenerle» spiega la titolare, che preferisce però non dire il suo nome. Anche in questo caso viene sottolineata l’importanza di questo tipo di ricavi soprattutto in relazione ai prezzi dei prodotti in vendita che, seppur «più alti dei comuni circoli Arci» sono comunque «inferiori rispetto agli altri bar». Al circolo Arci di Porta a Mare le slot machine sono sei, il locale è gestito direttamente dall’associazione e la barista (che anche in questo caso preferisce rimanere anonima) racconta di lavorare lì «da dieci anni», che «le slot machine ci sono sempre state» ma che la maggior parte dei clienti «le utilizza per riempire i tempi morti» senza perderci troppi soldi.

Per concludere. Non ci sono regolamenti che obbligano i diversi circoli a bandire slot machine e videopoker dai propri locali. Esiste però «una linea d’indirizzo approvata prima dal congresso Arci regionale e poi da quello provinciale – dice Stefania Bozzi presidente del comitato Arci di Pisa – con la quale invitiamo i circoli e i loro gestori a togliere queste macchinette. Si tratta di un processo di responsabilizzazione non facile e che richiede tempo, ma che va in una direzione ben precisa, quella di far tornare i circoli a prefiggersi di nuovo finalità sociali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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