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Donati chiede di aprire una nuova cava

Donati chiede di aprire una nuova cava

Dopo la chiusura di Campo, soltanto la possibile soluzione a Castelnuovo potrebbe dare speranze

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CAMPO. Uno stabilimento chiuso nei giorni scorsi e 35 lavoratori che da gennaio saranno senza stipendio. Questa la situazione della fornace Donati, che produce laterizi e ha due sedi, una sui colli di Castelnuovo della Misericordia e l’altra a Campo, frazione di San Giuliano Terme. Da mesi l’azienda chiede di poter aprire una nuova cava per estrarre argilla di qualità su un poggio in mezzo alle campagne di Castelnuovo, in località Gozzone. E se la Provincia di Livorno, competente in materia di concessioni estrattive, un mese fa ha inserito nell’ipotesi del nuovo piano cave provinciale anche il sito chiesto dalla Donati, durante l’estate sui colli rosignanesi un centinaio tra imprenditori agricoli e turistici si sono riuniti in comitato per protestare contro le ricadute ambientali che sarebbero legate all’avvio della nuova cava.

Ieri mattina in comune a Rosignano, i lavoratori della Donati hanno espresso tutto il loro disagio. Con loro, oltre ai sindacati, c’era Antonio Donati, uno dei titolari della fornace. «L’azienda - ha spiegato Triolo, portavoce dei sindacati - nei giorni scorsi ha chiuso lo stabilimento di Campo e se non si troveranno soluzioni velocemente lo stesso destino attende anche quello di Castelnuovo».

La Donati ha 75 dipendenti e, vista la crisi dell’edilizia, è dovuta ricorrere a ripetute richieste di cassa integrazione. «Ad oggi i 22 lavoratori di Campo - prosegue Triolo - sono in cassa integrazione, come del resto circa la metà di quelli attivi a Castelnuovo». Una situazione occupazionale drammatica, che non sembra destinata a migliorare. «Con dicembre - dice ancora il sindacalista - si esauriranno gli ammortizzatori sociali e sappiamo già che l’azienda metterà in mobilità 35 persone. Significa che saranno licenziate e che altrettante famiglie che gravitano nelle campagne tra Pisa e Rosignano dovranno rinunciare a uno stipendio».

Da qui il motivo per cui la Donati preme sulle istituzioni perché venga dato il via libera definitivo all’apertura delle nuova cava estrattiva. «Nella sede di Castelnuovo - spiega Triolo - sono stati fatti investimenti da 4,5 milioni di euro in macchinari per produrre mattoni ecologici, quelli richiesti attualmente dal mercato. Solo aprendo la nuova cava si potrà garantire un futuro all’azienda e ai lavoratori».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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