Sicurezza
Tutte le sfida di Leonora, giovane pianista
L’artista nota a livello internazionale ha tenuto un incontro in Normale e un concerto al Verdi
PISA. È stato informale ed emozionante l’incontro con Leonora Armellini, ospitato dalla Scuola Normale Superiore nel giorno precedente al concerto che si è tenuto al Teatro Verdi. In due ore la platea ha potuto conoscere la musicista, la donna, la figlia e tutte «le sfide che attendono una giovane pianista».
Nata a Padova nel 1992 a quattro anni ha iniziato a suonare con costanza, a dodici si è diplomata in Conservatorio con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore. Da quell’età poi sono iniziati i concerti in Italia, i concorsi (con la vittoria nel 2010 del Premio Nawrocka «per la straordinaria musicalità e la bellezza del suono» al Concorso pianistico internazionale Chopin di Varsavia), i riconoscimenti nazionali ed internazionali.
La lezione introduttiva al concerto dei giorni scorsi era parte del programma dei Concerti della Normale. I presenti hanno goduto dell’inconsueta genuinità di Leonora Armellini; una pianista, divisa tra lo straordinario talento e la passione incondizionata per la musica.
Fin dal primo momento della lezione ciò che più ha colpito è stata la giovane età della musicista, acclamata in tanti teatri, affiancata per l’occasione dalla mamma.
«Mi cimento con le conferenze stampa dall’età di 10 anni - esordisce la Armellini - ma preferisco i toni informali di stasera. Le sfide di una giovane pianista (titolo della lezione, nda) sono le stesse di chiunque cerca lavoro: tanta applicazione e passione per ciò che si fa».
Non è solamente il talento a fare grande un musicista. Leonora tiene a sottolinearlo: «Il mio è un lavoro che prende molto la testa - continua -. Voglio conoscere tutto dell’autore che studio, l’obiettivo sempre irraggiungibile è la perfezione nell’esecuzione. Imparo, cresco e so che non finirò mai di farlo».
Poi subentra l’attesa del concerto: «L’adrenalina ti spinge a tirare fuori tutto ciò che hai dentro - spiega -, allo stesso tempo toglie lucidità. La responsabilità è tanta, ci metto la faccia. Come un attore interpreti un ruolo, tendi a realizzare l’idea. La massima soddisfazione arriva quando riesci a suonare come a casa».
D’un tratto si alza e raggiunge il pianoforte lì in attesa di essere suonato. Si siede, inizia a suonare e il tempo si ferma.
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