Sicurezza
Misericordia, debiti esuberi e indagini in prima serata Rai
Report dedica un servizio alla crisi dell’Arciconfraternita Il Governatore respinge le accuse di conflitto di interessi
PISA. I panni sporchi della Misericordia escono dal perimetro locale e vengono proiettati sul proscenio nazionale.
Dei conti in rosso dell’Arciconfraternita, con tanto di inchiesta della magistratura, capaci di far firmare 39 lettere di licenziamento su 56 persone in organico, si è occupata ieri sera la trasmissione “Report” in prima serata su RaiTre.
L’inviato Giuliano Marrucci, pisano doc, ha raccontato le vicissitudini della Misericordia (11 milioni di debiti al 31 dicembre 2012) accompagnando il suo servizio con la storia non meno dolorosa che stanno vivendo i confratelli di Viareggio.
Al centro del servizio gli inciampi finanziari dell’Arciconfraternita del Cep, travolta da debiti milioni e scelte della cui strategicità già all’epoca in molti si erano interrogati alzando più di un sopracciglio. Le stesse riflessioni le sta facendo ora la Procura che ha indagato per peculato Dino Dringoli, ex direttore della Misericordia dal 1997 al giugno 2011. Vogliono capire gli inquirenti natura e convenienza di contratti assicurativi stipulati per conto della Misericordia con un’agenzia intestata al fratello dell’ex manager, ma anche i rapporti di lavoro al nero, ammanchi nella gestione del cimitero e distrazioni di soldi per centinaia di migliaia di euro. Anche Ciccio Auletta, capogruppo in consiglio di Rc-Una Città in Comune, è stato interpellato dall’inviato di Report. E il leader dell’opposizione ha puntato il dito su una gestione, cui non è esente la Curia, a suo dire scriteriata, per la quale hanno pagato solo i dipendenti licenziati.
La trasmissione ha dato voce anche al Governatore Luigi Marchetti che ha respinto le contestazioni mosse su un presunto conflitto di interessi. Marchetti, noto commercialista, è anche il professionista di fiducia del costruttore Antonini, della Fondiaria Paradisa che per la Misericordia non solo ha ristruttato, dopo averla comprata (2,6 milioni), la vecchia sede, ma anche eseguito una serie di lavori, come la realizzazione dell’imponente complesso al Cep e un padiglione al cimitero gestito dall’Arciconfraternita. Insomma, il Governatore guida un’associazione e al tempo stesso tutela gli interessi legittimi di un cliente che è creditore della Misericordia. E sempre Marchetti ha respinto l’ipotesi che la sua elezione a Governatore nel giugno 2012 possa essere stata inficiata da irregolarità con violazioni statutarie. Della commissione elettorale faceva parte anche Vincenzo Littara, direttore della Banca di Cascina, con cui l’Arciconfraternita ha un prestito in corso. «Guardate gli atti – ha ribadito Marchetti –. Non ho favorito la banca di Littara». Contattato da Report per sentire la sua versione, l’ex direttore Dringoli ha preferito restare in silenzio.
Pietro Barghigiani
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