Il Tirreno

Pisa

domenica e lunedÌ all’hotel galilei

La bellezza è un’impresa Una fiera di due giorni

La bellezza è un’impresa Una fiera di due giorni

PISA. “Crea bellezza” torna per l’edizione numero undici con la regia della Cna. Una bellezza meno ostentata e più attenta alla salute, al benessere del cliente, che per dirla con le parole dell’asse...

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PISA. “Crea bellezza” torna per l’edizione numero undici con la regia della Cna. Una bellezza meno ostentata e più attenta alla salute, al benessere del cliente, che per dirla con le parole dell’assessore provinciale allo sviluppo economico Graziano Turini «salverà il mondo».

“Crea bellezza 2013” si svolgerà domenica 10 e lunedì 11 novembre nei locali del Centro Congressi Hotel Galilei, in via Darsena 1, e sarà aperta a tutte le imprese dei settori interessati della Toscana e delle altre regioni italiane. La manifestazione è organizzata da Cna di Pisa e Cna Toscana in collaborazione con Cna Benessere e Sanità, Coordinamento Acconciatori e Estetica e Fitness della Cna di Pisa, della Cna Toscana e Nazionale. Il programma prevede che la giornata di lunedì sia dedicata agli acconciatori e alle imprese di estetica, mentre la domenica è riservata agli operatori del settore palestre/fitness. Un’iniziativa che punterà su una bellezza con meno effetti speciali e più sostanza, che come ci tiene a sottolineare l’assessore alla Cultura Marilù Chiofalo quella di “Crea bellezza” «è una comunicazione sociale molto importante, è un modo per fare buona cultura sia imprenditoriale sia per eliminare gli stereotipi su uomo e donna», causa troppo spesso di orribili episodi di cronaca nera.

È una manifestazione a carattere nazionale con professionisti del settore che accorrono da tutta Italia per tenersi aggiornati e seguire le novità rispetto a prodotti, macchinari e tendenze. Il presidente Cna Pisa, Andrea Zavanella osserva: «Le nostre imprese ce la mettono tutta per cercare di essere competitive, per rimanere sul mercato, cercando di guardare al domani con una speranza, anche se dalle istituzioni spesso si sentono lasciate sole, mentre sono le uniche a doversi far carico delle tasse e balzelli vari. Certo non coloro che prima hanno portato capitali all’estero e poi li hanno ‘scudati’ con un misero 5%».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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