Il Tirreno

Pisa

Arriva la Tari, stangata ma non troppo

di Giovanni Parlato
Arriva la Tari, stangata ma non troppo

Per i commercianti incrementi medi del 300%. L’assessore replica: «Ci siamo già adeguati, aumenti al massimo del 15%»

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PISA. In questi giorni, la tariffa dei rifiuti è balzata sulle cronache come la super-tassa con cui soprattutto i commercianti dovranno fare i conti. E sono conti da capogiro. Aumenti dell’ordine del 300%, che salgono oltre il 600% per ristoranti e pizzerie, ancora di più per le discoteche. Insomma, una salassata che rischia di mettere in ginocchio un settore in crisi.

Tuttavia, almeno sul territorio comunale di Pisa, le cose non sono così drammatiche: per i cittadini pisani c’è una buona notizia. La Tari, questo il nuovo nome della Tares, «potrà aumentare del 10%, massimo del 15%», parola di Andrea Serfogli, assessore comunale al bilancio.

«Questi aumenti così marcati - spiega l’amministratore - non riguardano il Comune di Pisa in quanto abbiamo già effettuato il passaggio da Tarsu a Tares. Infatti la Tari è una componente della Service Tax che non fa altro che riproporre la Tares. Questi aumenti riguardano quelle amministrazioni che hanno mantenuto la Tarsu calcolata senza adeguarsi alle normative. Noi avevamo rivisto già questi parametri con la Tarsu prima e abbiamo completato il percorso con il passaggio alla Tares. In pratica - continua l’assessore comunale al bilancio - abbiamo applicato per le utenze non domestiche (ristoranti, bar, discoteche, negozi,…) il dpr del 1999 che prevedeva coefficienti normalizzati, cioè con una stima del consumo dei rifiuti calcolata in base alle attività e ai metri quadri al fine di determinare le tariffe secondo il principio comunitario "chi più inquina più paga"».

Tuttavia bisogna ancora aspettare la legge di stabilità del governo per chiarire almeno due punti: come introdurre agevolazioni ed esenzioni diverse dalle Tares e se queste agevolazioni ed esenzioni saranno a carico del bilancio comunale o della tariffa.

Intanto, Confcommercio Pisa ha eseguito alcuni calcoli e i risultati sono impressionanti: l'incremento medio per il costo del nuovo servizio, secondo questo studio, sarà del 290%, ma per le discoteche questa percentuale salirà al 682%, per pescherie, pizzerie e negozi di fiori l'importo dovuto rispetto alla Tarsu aumenterà del 650%, per ristoranti e trattorie del 482%, per bar e pasticcerie del 314%, per le macellerie del 188%, per gli alberghi senza ristorante del 118%. Alessandro Trolese, Presidente del Gruppo Giovani Confcommercio Pisa, afferma: «Ancora una volta a pagare dazio saranno le piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi. Questi aumenti spropositati, in un periodo di profonda crisi dei consumi, sono una ulteriore salasso che frenerà occupazione e sviluppo, soprattutto per i più giovani. Contestabili sono i criteri di calcolo della Tari, presuntivi e potenziali, non corrispondenti alla reale quantità di rifiuti prodotta e senza nessuna considerazione sulla stagionalità di alcune attività».

Federico Pieragnoli, direttore Confcommercio Pisa, aggiunge: «Con l'introduzione della Tari, trionfano iniquità e sperequazione. Manca purtroppo la volontà di instaurare un legame diretto tra produzione del rifiuto e onere dovuto. Trionfano arbitrio e discrezionalità, così come non vengono applicati criteri oggettivi per la ripartizione tra utenze domestiche e utenze non domestiche».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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