Il Tirreno

Pisa

Fuori le slot machine dal circolo Arci

di Luciano Bartalini
Fuori le slot machine dal circolo Arci

La richiesta, prendere o lasciare, della nuova gestione al direttivo che ha accettato di rinunciare alle macchinette

2 MINUTI DI LETTURA





SAN GIULIANO. «Sono disposta ad assumere l'incarico, ma a condizione che vengano tolte le slot machine dalla sala». Gloria Tenconi non si è trincerata dietro mezze parole né è scesa a compromessi per assicurarsi quel posto di lavoro come gestore della Casa del Popolo di Pontasserchio.

E aggiunge: «Solo l'idea di vedere clienti sperperare soldi per una incontrollata dipendenza mi dava fastidio al punto da porre questa condizione. Ero talmente convinta - aggiunge la signora Gloria - che avrei rinunciato all'incarico se la mia proposta non fosse stata accettata».

Le tre slot-machine del circolo (come in tutti i locali) attirano una parte della clientela e non è stato semplice per il direttivo del circolo Arci accogliere una simile richiesta anche per l'ormai simpatia che le tre macchine mangiasoldi godevano tra la clientela. Davanti al bivio a cui era stato posto, il direttivo ha scelto di fare uscire dalla porta le macchinette e da quella stessa porta fare entrare una donna così decisa.

«Oltre alla mia esperienza specifica nel settore - afferma la signora Gloria - per potere avere in gestione il circolo era richiesto anche una conduzione a carattere familiare, situazione che ho preso al balzo per la piena disponibilità di mia figlia Martina, come me in cerca di occupazione. È stato quando abbiamo fatto il primo sopralluogo nell'aprile scorso che ho sentito forte l'impulso di porre la condizione dello smantellamento delle macchinette. In effetti, quando ho preso lavoro - continua Gloria Tenconi - ho subito staccato la spina alle macchinette che poi sono state riconsegnate alla ditta fornitrice alcuni giorni dopo».

Anche la figlia ha condiviso la posizione della mamma: «Vogliamo offrire alla clientela un servizio genuino - dice Martina Viriglio - spontaneo e senza condizionamenti. All'inizio qualcuno si è anche accigliato e ha avuto da ridire per la privazione imposta, ma a oggi ci sembra sia stata un giusta scelta. Io e mia madre, ci sentiamo con la coscienza a posto».

Il circolo si trova nella borgata di via Veneto. Il vecchio "Cra", come viene chiamato, ha accolto nei suoi locali generazioni di pontasserchiesi. Contendeva la supremazia di caffè e corretti, rigorosamente nel vetro, con il circolo Acli sullo stesso marciapiede. Ma le Acli ormai chiuse da anni hanno lasciato l'esclusiva del tempo libero all'Arci. Da aprile, due donne ai posti di comando.

Il circolo è anche la sede del "Moto club Pontasserchio" che annovera molti soci con la passione delle due ruote.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa