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Pisa

Lavoro e casa per curare il figlio

Lavoro e casa per curare il figlio

L’appello di una signora albanese in Italia con il bambino affetto da tetraparesi

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PISA. «Cerco lavoro e una sistemazione altrimenti dovremo tornare in Albania, dove mio figlio non riceverà più le cure necessarie per la sua malattia». E’ questo l’appello lanciato da Resi, una madre albanese che arriva a Pisa nel 2009 per curare il figlio Lorenzo (usiamo un nome di fantasia per tutelare la privacy del minore) di sette anni affetto da tetraparesi ingravescente di origine traumatica: il bambino ha una grave lesione del midollo spinale dovuta ad una caduta.

Resi e Lorenzo stanno vivendo ora in Italia grazie alla sentenza del Tribunale dei Minori di Firenze e all’articolo 31 del Testo Unico sull’immigrazione del 1998, che concede, dal gennaio 2013, un permesso di soggiorno di tre anni per cure mediche a Lorenzo e alla madre che lo accompagna, e grazie alla solidarietà della famiglia Bevilacqua, una famiglia residente a Pisa dal 2009 e originaria di Favignana in Sicilia, che li ospita.

Ma Resi vorrebbe dare a Lorenzo e a se stessa la possibilità di avere una loro vita e una loro casa. «Meri – dice Resi riferendosi alla signora che li ospita – mi ha accolto come un’amica, ma noi non possiamo stare qui per tre anni, e ora rischiamo di dover tornare presto in Albania».

Lorenzo giunge insieme alla madre nel novembre 2009 con un regolare permesso di soggiorno attraverso il canale della Cooperazione internazionale della Regione Toscana. Il permesso reca la scadenza “ottobre 2011”.

Inizia per loro a quel punto una odissea che vede tra le tappe più importanti l’ospedale Bambin Gesù di Roma dove Lorenzo viene operato nel 2010 risolvendo parte del problema.

Ora infatti il bambino può reggere il collo e mantenere una posizione eretta, seppur con difficoltà e su una sedia a rotelle e fatte salve le cure riabilitative.

L’intervento, secondo quanto apprende Resi inizialmente, ha un costo di 40 mila euro, che si abbassa quando i medici vengono a conoscenza della situazione della famiglia di Lorenzo; il piccolo ha anche lasciato una sorella gemella in Albania col padre e la nonna, che non vede mai. La Clinica pediatrica dell’ospedale Santa Chiara di Pisa diretta dal professor Giuseppe Saggese, fa il resto.

«Le dottoresse, i dottori sono stati davvero degli angeli», racconta Resi che non nasconde la commozione.

Lorenzo infatti viene ricoverato in Pediatria a Pisa, dopo l’intervento di Roma, dalla fine del 2010 all’inizio del 2011, attraverso brevi proroghe del permesso di soggiorno e andirivieni dall’Albania, grazie alla solidarietà di molte persone di Pisa che fanno donazioni per pagare i biglietti aerei nonché a quella di dottori e dottoresse che rendono il soggiorno di Lorenzo in ospedale più gradevole. L’interesse di alcune dottoresse specializzande, in particolare, è evidente e attiva le vie burocratiche con i servizi sociali di Pisa.

E’ dalla Società della Salute pisana che arriva il primo input conclusosi in seguito con la felice sentenza del Tribunale dei Minori di Firenze e il permesso di soggiorno per cure mediche. Tutto si arena però dopo l’affidamento della pratica di Lorenzo a nuove assistenti sociali: «E’ certo colpa di una nostra incompetenza a seguire iter burocratici di questo tipo- dicono le dottoresse di pediatria- ma non sappiamo come muoverci e abbiamo difficoltà a trovare qualcuno che ci indichi la via più corretta per sostenere queste persone, che oggi hanno ottenuto l’invalidità e il diritto alle cure e alle esenzioni, ma in Albania sarebbero spacciate».

Intanto Resi, che ha anche iniziato a seguire un corso di italiano per stranieri, aiutata dalla signora Meri, è riuscita a spuntarla sull’inserimento a scuola per Leonardo, un inserimento complesso in attesa di sviluppi, che tutti sperano e credono positivi.

Chiunque avesse l’opportunità di aiutare Resi a trovare un lavoro e un alloggio può contattare la nostra redazione (Corso Italia, tel. 050 502255).

Monia Badalamenti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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