La manifestazione
Nocchi e Ferrante in sella Silenzio sul caso tessere
Il segretario provinciale uscente confermato con il 63% dei voti su Giglioli (25,8) e Fabbri (11,4). Nel comunale vittoria con il 73,7% dei consensi, Gallo al 26,3%
PISA. Francesco Nocchi e Andrea Ferrante sono stati rieletti segretari rispettivamente provinciale e comunale del Pd: entrambi gli uscenti si erano ricandidati e sono stati confermati. La fase dei congressi di circolo si doveva concludere entro il 31 ottobre e così ieri sono stati diffusi i risultati provvisori, in attesa di verifica e validazione. Al livello provinciale hanno votato 3.853 persone: Nocchi ha vinto con 2.373 preferenze (62,8% dei voti validi), Simone Giglioli ne ha prese 975 (25,8%) e Stefano Fabbri 431 (11,4); a completare il conto 42 schede bianche e 32 nulle. Per il livello comunale sono corsi alle urne in 989: Ferrante ha raccolto 715 voti (il 73,71%) e Sandro Gallo 255 (26,29%), con 15 bianche e 4 nulle.
Resta sullo sfondo la polemica su numerose presunte irregolarità, i cui due episodi più gravi sono stati denunciati al Cep e a Pisanova: in più di un circolo, infatti, sono stati osservati strani movimenti che hanno fatto pensare al tesseramento gonfiato.
E mentre persino a Roma tre candidati su quattro alla segreteria nazionale (Civati, Cuperlo e Renzi) abbiano scritto agli organi di garanzia del partito per fare luce su tutti gli episodi sospetti segnalati in questi giorni lungo la Penisola, il comunicato ufficiale del Pd di Pisa ignora in toto la questione: «Tutto è filato liscio grazie all’impegno delle centinaia di persone che hanno messo a disposizione il loro tempo per partecipare a tutti i congressi» recita il comunicato, ricordando che «in ognuno dei 104 congressi di circolo svolti in due settimane dovevano essere presenti quattro persone dell’organizzazione, un garante e tre presentatori di mozione». I casi sono due: o Pisa è un’isola felice, il migliore dei mondi possibili; oppure qui tra un po’ si arriverà a negare pure che 101 franchi tiratori abbiano affossato quel galantuomo di Romano Prodi nella sua salita al Quirinale. Sembra voler dire questo Sandro Gallo, che alla mezzanotte del 31 ottobre ha postato sulla sua bacheca facebook proprio la foto del fondatore del Pd. Nessun commento, però, da parte dello sconfitto; che, anzi, in pomeriggio scrive le sue «congratulazioni e auguri di buon lavoro» a Nocchi e Ferrante e i ringraziamenti a tutti quelli che l’hanno sostenuto, in un risultato «puro e conseguito a mani nude, fuori da correnti e interessi».
Nelle prime dichiarazioni dei neo confermati, invece, si legge un premio al lavoro svolto. «Abbiamo fatto un congresso vero - dice Nocchi - abbiamo discusso e la mia proposta politica è risultata largamente maggioritaria, capace di attrarre consensi trasversali. Credo sia stato apprezzato il lavoro fatto in questi anni e la volontà di proseguire con il progetto di costruzione del partito sul territorio e di rinnovamento della presenza politica e istituzionale del Pd. In termini assoluti e percentuali è stato un risultato netto e oltre ogni aspettativa, vista la presenza di due candidati alternativi: quasi 600 voti in più che allo scorso congresso, in cui mi presentai come candidato unitario».
Ferrante: Il risultato affida nettamente il compito di continuare a guidare il partito a chi lo ha fatto negli ultimi tre anni, raccogliendo i successi frutto di un lavoro unitario e condiviso. Tanti hanno scelto di confermare la loro fiducia verso la mia proposta; credo che sia anche la conferma di un giudizio positivo sulle cose fatte e sui risultati raggiunti».
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