Il Tirreno

Pisa

Nell’ex Colorificio laboratori e servizi al posto delle case

di Danilo Renzullo
Nell’ex Colorificio laboratori e servizi al posto delle case

Ecco il progetto del Municipio dei Beni Comuni alternativo a quello della J Colors. Intanto Sel apre agli attivisti

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PISA. Gli attivisti del “Municipio dei beni comuni” hanno presentato in Comune una richiesta “ufficiale” per la convocazione di un tavolo di confronto sul futuro dell'ex Colorificio (lo stabile occupato un anno fa dal “Municipio” e sgomberato la scorsa settimana) e un progetto di riutilizzo dell'edificio di 14mila metri quadrati di via Montelungo. Una sorta di risposta alla variante di destinazione d'uso chiesta dalla JColors, la multinazionale proprietaria dello stabile, per edificare residenze private e collettive (per studenti, single e giovani coppie).

«Il nostro progetto – spiegano gli attivisti del “Municipio” - non richiede la necessità di alcuna variante urbanistica perché rispetta la destinazione originaria di quello spazio e ne esalta la funzione sociale con tanti servizi aperti, gratuiti e rivolti a tutta la cittadinanza: dallo sportello per i diritti dei migranti alla scuola di arabo e di italiano, dai laboratori di artigianato alla palestra, dalla ciclofficina alla biblioteca popolare».

Per continuare nell'esperienza «interrotta» dallo sgombero, il “Municipio” chiede al Comune di convocare un tavolo di confronto. «Un atto doveroso: il sindaco e l'amministrazione si facciano da intermediari con la proprietà per aprire un tavolo e provare ad elaborare una soluzione condivisa e per verificare le prese di posizione e i progetti delle singole parti», continuano gli attivisti. Che dopo le polemiche degli ultimi giorni precisano: «In occasione dello sgombero nessuno ha pensato che l'intervento del sindaco potesse essere risolutivo rispetto al sequestro dello stabile, ma che la sua presenza sarebbe stato un segnale positivo per meglio predisporre le parti ad avviare un confronto post sgombero».

Intanto anche Sel si esprime a favore del “Municipio”. «Riteniamo – recita una nota del circolo cittadino del partito - che per lo spessore dell'esperienza, la ricaduta positiva sulle componenti sociali e i riconoscimenti ricevuti anche in sede europea, tale esperienza debba continuare. Proponiamo a tutte le forze politiche e alle altre forze politiche di governo della città una vera apertura di dialogo, secondo le indicazioni dello stesso consiglio comunale. Il nostro impegno dentro la maggioranza e la giunta è rivolto in questa direzione e nella stessa direzione si muove il circolo di Pisa, i nostri parlamentari e tutto il partito. Riteniamo che la temporanea occupazione della Mattonaia non metta a repentaglio l'uso pubblico dell'edificio, ma promuova forme (a cui aderiamo) di pulizia e di recupero rispetto alla situazione di “non uso” e degrado e riteniamo che se andasse deserta anche la prossima asta, l'edificio vada completato e assegnato a famiglie bisognose di alloggio. È necessario istituire urgentemente un tavolo promosso dall'amministrazione a cui partecipi anche la proprietà, precisando che non è accettabile una variante speculativa dell'area, ma che l'unica prospettiva possa essere una “urbanistica partecipata” che metta al primo posto le esigenze della città, della proprietà (sia pure assenteista), delle associazioni che hanno promosso l'occupazione e di tutte le altre associazioni».

Oggi, a partire dalle 10, il “Municipio” ha organizzato una festa di quartiere alla Mattonaia, occupata dopo lo sgombero dell'ex Colorificio, con laboratori, giochi per bambini, pranzo sociale e proiezioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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