Sicurezza
Dussmann chiude la cucina nove lavoratori a rischio
Nella struttura di via Garibaldi si confezionano i pasti per le residenze sanitarie I sindacati Cgil e Uil pronti a dare battaglia: «I licenziamenti si possono evitare»
PISA. Si apre un altro fronte nella guerra che sempre più persone sono costrette a combattere per mantenere il posto di lavoro.
«Nei giorni scorsi - annunciano Ombretta Pieracci della Filcams Cgil e Armando Melandri della Uiltucs Uil - l'azienda Dussmann ci ha comunicato che procederà alla chiusura della cucina che si trova in via Garibaldi a Pisa, dove vengono preparati i pasti delle residenze sanitarie dell’Azienda sanitaria locale n. 5. Abbiamo subito espresso contrarietà a questa decisione perché la chiusura della cucina mette a rischio 12 posti di lavoro che invece potrebbero essere salvaguardati con il ricorso agli ammortizzatori sociali».
«Avevamo chiesto all'Asl 5 quale fosse la sua posizione in merito e il 28 ottobre la stessa Asl - proseguono i due sindacalisti - ha ufficialmente scritto a Dussmann che "intende attivare tale chiusura al momento dell'aggiudicazione della nuova gara Estav per la ristorazione, così come previsto dal capitolato speciale d'appalto, e comunque non prima del 1° aprile 2014". Nella stessa giornata abbiamo ricevuto la notizia dell'apertura della procedura di licenziamento collettivo da parte di Dussmann: l’azienda ha annunciato la decisione di procedere alla totale soppressione della produzione dei pasti nella struttura di via Garibaldi, quantificando un'eccedenza di personale di 9 unità su 12. Praticamente il 75% dei dipendenti di quell’appalto sono in esubero e rischiano il licenziamento».
«Noi - dicono ancora Pieracci e Melandri - ci opponiamo con forza a questa decisione. Riteniamo inaccettabile che la richiesta dell'ente appaltante di mantenere le attività nella cucina di via Garibaldi non venga presa in considerazione da Dussmann. L’azienda conferma una scelta che ha un impatto sociale drammatico per quelle lavoratrici e quei lavoratori che vedranno un drastico peggioramento delle condizioni di reddito».
Nell'incontro del 10 ottobre i sindacati si erano resi disponibili ad attivare un ammortizzatore sociale per consentire a Dussmann di intervenire sulle criticità della cucina di via Garibaldi, ma «tale disponibilità non è stata presa in considerazione dall'azienda».
«Pensiamo che la scelta di Dussmann di procedere ad un licenziamento collettivo - concludono Pieracci e Melandri - sia sbagliata e irrispettosa nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che hanno dimostrato comprensione per alcune problematiche aziendali e non si sarebbero sottratti a percorsi condivisi per contenere le difficoltà che si stanno presentando sull'appalto».
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