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Università: la Normale ricostruisce la “Metafisica” di Avicenna
Studiosi al lavoro su un testo fondamentale della cultura araba, il progetto finanziato con un milione e 100mila euro dall’agenzia Erc dell’Unione Europe
Per la prima volta uno dei testi fondamentali della cultura araba, che ha profondamente marcato il pensiero occidentale, la “Metafisica” di Avicenna, verrà ricostruito con criteri scientifici e diverrà accessibile anche ai non specialisti, grazie a una riedizione che sarà curata dalla Scuola Normale di Pisa.
L'agenzia Erc dell'Unione Europea ha infatti finanziato (con un assegno di oltre un milione e 100mila euro) un progetto di lavoro diretto dallo studioso di filosofia islamica, Amos Bertolacci, docente associato di Filosofia islamica, che, avvalendosi di un gruppo di 10 collaboratori, in 5 anni cercherà di colmare un vuoto nella bibliografia del più famoso filosofo e medico della civiltà islamica vissuto a ridosso del primo millennio.
Finora, infatti, non esisteva un'edizione completa e affidabile dello Ilahiyyat, il più importante testo di Avicenna sulla metafisica e vero e proprio punto di svolta nella storia della filosofia fino ai tempi moderni.
Il progetto vuole sostituire le versioni a stampa esistenti, tutte in qualche modo incomplete o difettose, con un'edizione critica affidabile, corredata di traduzione inglese, commento e lessici.
Proprio per il suo carattere di crocevia tra culture differenti (greca, araba, latina, ebraica), tra religioni distinte (islamica, cristiana, giudaica) e tra approcci intellettuali di diversa matrice (filosofia, teologia, scienza), l'opera di Avicenna si presta particolarmente bene a esemplificare la natura composita, sintetica e interattiva del pensiero medievale e a fornire anche in chiave contemporanea un esempio positivo di dialogo interculturale, interreligioso e interdisciplinare.
Nato nei pressi di Bukhara, nell'attuale Uzbekistan, Avicenna è il più importante pensatore dell'Islam orientale: fu filosofo, consigliere politico e medico di grandissima fama e il suo complesso lavoro di recupero e di ripensamento dell'eredità greca nella fede islamica, giustificano l'indubbio fascino che la sua figura ha sempre esercitato sia nel mondo arabo che in quello occidentale.
La sua “Metafisica”, tradotta in latino nel XII secolo, s'impose, accanto al corpus aristotelico, come il più autorevole punto di riferimento filosofico per i teologi scolastici ed è a quest'opera che si devono di fatto alcune scelte epocali della filosofia occidentale.
Nella foto: la sede della Scuola Normale Superiore in piazza dei Cavalieri.
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