Il Tirreno

Pisa

Il grido del sindaco «Clima democratico da ristabilire in città»

di Danilo Renzullo

Appello di Filippeschi in apertura del consiglio comunale che rivela intimidazioni subite di recente da due assessori

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PISA. «In città bisogna ristabilire un clima democratico». Apertura a sorpresa ieri del consiglio comunale, dove sono emersi tutti i timori del sindaco Marco Filippeschi dopo una serie di episodi che si sono susseguiti negli ultimi giorni. Non solo lo sgombero dell’ex Colorificio, che, secondo il primo cittadino, ha visto una campagna denigratoria nei suoi confronti. Ma anche, ha rivelato Filippeschi, altre due circostanze. Una dura contestazione di un gruppo di persone durante un incontro sull’edilizia popolare (organizzato dal Pd e tenutosi sabato scorso a Sant’Ermete) rivolta all’assessore alla casa Ylenia Zambito e ai dirigenti di Apes, e culminata con la distruzione di un plastico che mostrava i progetti dell’amministrazione e con il lancio di un microfono.

E poi «un’effrazione», così è stata definita, da parte di una trentina di persone avvenuta la scorsa settimana alla Società della Salute con l’assessore alle politiche sociali Sandra Capuzzi ed i dirigenti della Sds «che hanno dovuto far fronte a pressioni violente».

Per questo il sindaco, in apertura del consiglio comunale, che ha visto almeno all’inizio un clima molto teso, ha rivolto un vero e proprio appello affinché «il dibattito politico non venga condizionato da questi comportamenti». Filippeschi ha preso la parola dopo una comunicazione di Ciccio Auletta, capogruppo di Una città in comune-Rifondazione comunista. «Sabato scorso - riferisce Auletta - l’ex Colorificio è stato sgomberato. Un episodio e un tema che riguarda anche il consiglio comunale e l’amministrazione, anche perché si è trattato di un evento che assunto un carattere nazionale con decine di associazioni, collettivi e partiti politici che hanno solidarizzato con il Municipio dei Beni Comuni (il cartello di associazioni che un anno fa ha occupato lo stabile di via Montelungo, ndr). Auspichiamo - continua Auletta - un confronto con l’amministrazione: ci sono tre settimane per attivare un’interlocuzione (prima del 16 novembre, data della manifestazione nazionale indetta dal “Municipio” con l’obiettivo di rioccupare l’ex Colorificio, ndr), anche se dopo la riapertura della Mattonaia - ha concluso Auletta mentre la maggioranza gli ricordava che quella è «un’occupazione e non una riapertura» - sembra chiudere ogni canale».

Filippeschi, rispondendo alle dichiarazioni del consigliere di Una città in comune-Prc, ha prima denunciato «la campagna diffamatoria» costruita soprattutto sui social network durante lo sgombero dell’ex Colorificio e «incentrata sull’indisponibilità del sindaco a fermare uno sgombero, tra l’altro ampiamente annunciato» e poi ha letto un sms inviatogli dal questore riguardante la richiesta degli attivisti del “Municipio” di convocare un tavolo di confronto con sindaco, questore e prefetto. «Oggi - recita il messaggio del questore letto da Filippeschi -, ovviamente, nessun tavolo è lontanamente immaginabile da parte nostra».

Per il sindaco, quindi, sabato scorso è stata costruita una «campagna basata su informazioni false». Citando anche gli altri due episodi, Filippeschi ha aggiunto: «Sono atti che non accetto. A Pisa c’è libertà di politica e di associazione, ma deve essere esercitata senza violenza e rispettando le regole. Sono solidale con gli assessori Zambito e Capuzzi ed i dirigenti di Apes e della Società della Salute. Le proteste devono essere esercitate in democrazia e il dibattito politico non deve essere condizionato in questo modo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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