Il Tirreno

Pisa

Ateneo, appello dei bibliotecari «Niente guerra per la Sapienza»

di Gianluca Campanella

Intanto l’associazione Amici Bup conferma l’opposizione al passaggio del patrimonio librario dal ministero all’Università. Presentata in Parlamento un’interrogazione dei Cinque Stelle

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PISA. In attesa del “disvelamento” della perizia sulla Sapienza, previsto a giorni, si è spostata sulle carte protocollate la partita sulle sorti del palazzo chiuso dal 29 maggio 2012 e della Bup, Biblioteca universitaria lì ospitata. Infatti da un paio di settimane si parlano tutti attraverso atti ufficiali: un’interrogazione parlamentare del M5s, una nota politica di Sel e una lettera del Sistema bibliotecario di Ateneo sono le ultime puntate.

Andiamo in ordine cronologico: il 17 ottobre il senatore grillino Maurizio Romani ha letto a palazzo Madama per 3 minuti e 11 secondi una fitta serie di domande sulla Sapienza che avevano solo “No” o “Non si sa” come risposta; interrogativi che pongono allarme sul futuro dell’immobile e in particolare della Bup. Sei giorni dopo, e siamo a mercoledì scorso, il circolo Sel di Pisa ha rincarato la dose: la denuncia più preoccupata è sulla «grave e problematica mancata catalogazione e digitalizzazione dei testi in disponibilità della Bup», che dà man forte a quanti (ultimo è stato proprio il pentastellato Romani) sostengono che «basta strappare un foglio del catalogo cartaceo e si può rubare un libro della biblioteca senza che esso risulti mai esistito». La nota si chiude con un impegno: «Sinistra Ecologia e Libertà insisterà nella sede più opportuna, ossia nell’aula parlamentare, a chiedere con forza che qualsiasi possibile trasferimento di competenza rispetto al patrimonio librario e ai 35 dipendenti della Bup avvenga con un coerente finanziamento».

Andiamo avanti: venerdì parla (o meglio scrive) l’Ateneo, finora protagonista invero piuttosto silente, chiamato in causa da quelle due parole magiche, «trasferimento di competenza». Va ricordato che la Sapienza è dell’ Università, mentre la Bup è gestita dal ministero dei Beni culturali. Ebbene, dal rettorato parte una missiva firmata “Sistema bibliotecario di Ateneo” il quale «sente l’esigenza di esprimere e ribadire il proprio interesse per le sorti del patrimonio bibliografico della Bup e di fare proprio l’auspicio di un celere ripristino della piena funzionalità della struttura».

La scoperta dell’acqua calda, ma c’è una novità: «A nostro avviso – prosegue il testo – non esiste e non risponde alla realtà dei fatti, una presunta contrapposizione fra Sistema Bibliotecario e Biblioteca universitaria. Numerose sono state nel tempo, e continuano a essere tutt’ora, le occasioni di collaborazione e interazione fra le due istituzioni». L’associazione “Amici Bup”, nemica del passaggio all’Università, su facebook ribadisce la sua contrarietà all’idea e aggiunge anche dubbi sulla capacità economica dell’Ateneo di far fronte da solo al problema (come dire: se i soldi vengono da altri, allora il rettorato non decida da solo).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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