Il Tirreno

Pisa

Mattonaia, la casa abitata dai piccioni

di Danilo Renzullo
Mattonaia, la casa abitata dai piccioni

Le lampadine si accendono su pavimenti ricoperti da escrementi, le caldaie e i sanitari sono al loro posto da anni

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PISA. Entrare nella Mattonaia è come intraprendere un viaggio all'inferno passando dalle porte del paradiso. Gli undici appartamenti, i sei fondi commerciali e gli oltre quattromila metri quadrati di spazio esterno edificati a partire dal 1985 non sono riusciti a rimarginare la ferita delle bombe della seconda guerra mondiale che distrussero quella parte del centro storico. Anzi. La riqualificazione ha lasciato il passo all'abbandono e quegli spazi (non del tutto completati) sono diventati un buco nero. Eppure basterebbe poco per recuperarli.

Gli interni sembrano infatti in buono stato, nonostante i decenni di abbandono. Gli appartamenti, in pratica, sono pronti all'utilizzo: attrezzati con tutto il necessario, e forse anche di più. Perfino le lampadine, funzionanti, sono al loro posto. Impianti, caldaie, sanitari, infissi, citofoni. C'è tutto. Manca solo un acquirente. Gli unici ad usufruirne sono i piccioni, che hanno fatto della Mattonaia il posto ideale per nidificare e...morire. I pavimenti sono ricoperti dagli escrementi dei volatili e, a tratti, dalle carcasse e dagli scheletri degli uccelli. Uno spettacolo indecoroso, soprattutto per i residenti che da anni sono costretti a convivere con quello scempio. Con l'occupazione degli attivisti del “Municipio dei beni comuni”, che dopo lo sgombero dell'ex colorificio di sabato scorso hanno riaperto le porte dell'immobile di proprietà comunale, la Mattonaia sta lentamente prendendo vita. I militanti delle decine di associazioni che compongono il “Municipio” hanno iniziato le operazioni di pulizia. Fino al 16 novembre (data della manifestazione nazionale indetta dal Municipio per rioccupare l'ex Colorificio), utilizzeranno tre dei sei fondi commerciali al piano terra (uno sarà adibito ad aula studio, un altro a sala assemblee e l'ultimo utilizzato dall'associazione Africa Insieme). «Decine di residenti del quartiere stanno portando la loro solidarietà, partecipando alle operazioni di pulizia», dicono gli attivisti. Ieri il Gas (Gruppo di acquisto solidale) ha distribuito i suoi prodotti, mentre per il prossimo weekend sarà organizzata una giornata insieme ai residenti, con tanto di giochi e attrazioni per bambini.

Sabato scorso, alla prima assemblea del “Municipio” nella Mattonaia ha partecipato anche una delegazione del Teatro Valle Occupato di Roma che, insieme ad altre associazioni e collettivi della Capitale, sta allestendo pullman per la manifestazione del 16 novembre (per adesso sono annunciati tre autobus in partenza da Roma). Un'occupazione (l'ennesima della Mattonaia) che vuol (ri)portare al centro della discussione anche la gestione degli immobili pubblici. «Il nuovo bando per la Mattonaia è una follia – dicono gli attivisti -. I fondi commerciali potrebbero essere concessi a prezzi agevolati a chi vuole avviare un'attività e gli appartamenti usati per l'emergenza abitativa. Valorizzare un bene pubblico non significa vendere, ma restituire alla città ciò che è stato costruito con i soldi dei cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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