Il Tirreno

Pisa

L’occupazione si sposta alla Mattonaia

di Danilo Renzullo
L’occupazione si sposta alla Mattonaia

Dopo lo sgombero dell’ex Colorificio, “preso” un edificio pubblico «fino al 16 novembre». Dal Comune parte la denuncia

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PISA. Il “Municipio dei beni comuni” riprende casa. A tempo determinato. Dopo lo sgombero dell'ex Colorificio, gli attivisti del “Municipio” hanno occupato la Mattonaia, il complesso immobiliare di proprietà comunale da anni al centro dei piani di alienazione di Palazzo Gambacorti. Nel pomeriggio di ieri una cinquantina di attivisti hanno riaperto l'edificio. Subito dopo altre centinaia di persone sono giunte sul posto per ripulire la struttura e la piazza interna ricoperte da quintali di immondizia, escrementi e carcasse di topi. Alcuni funzionari della questura hanno effettuato un sopralluogo all'interno dell'edificio e identificato sei persone. Il Comune, intanto, annuncia che questa mattina presenterà una denuncia per occupazione abusiva. Quella iniziata ieri è un'occupazione temporanea per fare della Mattonaia un “meeting point”, una base operativa per costruire la manifestazione nazionale del 16 novembre indetta dal “Municipio” con l'obiettivo di rioccupare la struttura di via Montelungo, di proprietà della multinazionale JColors, sgomberata sabato. «La riapertura della Mattonaia, uno degli esempi più eclatanti dello spreco e della svendita di spazi pubblici in città – spiegano gli attivisti del “Municipio” - intende mettere a disposizione della cittadinanza e delle associazioni sgomberate un punto di incontro per costruire la grande manifestazione del 16 novembre per la riapertura dell'ex Colorificio sequestrato. Un passaggio coerente e dovuto per chi sceglie di stare da parte dei beni comuni e della Costituzione italiana e non da quella degli interessi privati e della proprietà fine a se stessa». Contemporaneamente all'occupazione della Mattonaia, di cui saranno utilizzati solo i fondi ad uso commerciale al piano terra, è stato smantellato l'accampamento di piazza XX Settembre che gli attivisti del “Municipio” avevano allestito, con tanto di tende, dopo lo sgombero dell'ex Colorificio. I militanti del centro sociale continuano, intanto, a chiedere un incontro con il sindaco, sostenendo di non aver mai addossato al Comune la responsabilità dello sgombero. «Nessuno – continuano i militanti del Municipio - ha accusato il sindaco di aver assunto l'iniziativa dello sgombero. È stato semplicemente chiesto al primo cittadino di recarsi presso uno spazio del territorio pisano nel quale oltre 200 cittadini erano sotto sgombero e di aprire un tavolo di interlocuzione con le autorità e le associazioni. Il futuro – proseguono gli attivisti - dirà se l'amministrazione comunale intende realmente contribuire al pieno riavvio delle attività del Municipio. La riapertura della Mattonaia è un primo passo in cui non potranno non riconoscersi quanti credono nell'importanza dell'esperienza del Municipio e intendono lavorare per restituire alla città le attività e la socialità che sabato scorso sono state solo temporaneamente interrotte». L'occupazione di ieri potrebbe però compromettere l'apertura del Comune a un confronto. Secondo il Comune, l'occupazione della Mattonaia rappresenta infatti un atto ostile verso Palazzo Gambacorti che mette in discussione il tentativo di creare un confronto tra le associazioni e la proprietà dell’ex Colorificio. «Il Comune si ritiene parte lesa – fa sapere Palazzo Gambacorti – e metterà in atto tutto quello che un'amministrazione deve fare nel caso di un'occupazione di un bene pubblico». Gli attivisti invece auspicano che non ci siano altri sgomberi. «È un'occupazione temporanea – dice Ciccio Auletta, consigliere comunale di Una città in comune-Prc – che ha un obiettivo: organizzare la manifestazione del 16 novembre».

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