Italia
«Ora il Comune trovi una soluzione»
L’appello è del deputato Fratoianni (Sel). Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione: dalla giunta solo disinteresse
PISA. Prima un tentativo, vano. «Sospendere lo sgombero dell’ex Colorificio». Poi un invito: «Il Comune apra un tavolo per trovare una soluzione». Anche l’on. Nicola Fratoianni, pisano, attraverso twitter, è entrato nella vicenda di via Montelungo. Pochi giorni fa il deputato di Sel, insieme ad altri esponenti del suo partito (a cominciare dall’assessore Dario Danti), aveva fatto visita al “Municipio”. L’avvocato Ezio Menzione, legate del Progetto Rebeldia, dichiara: «Uno sgombero legale, ma non giusto. Non sempre quello che è legale è giusto. La sentenza che sorregge il sequestro è legittima, ma è profondamente ingiusto che un bene come l’ex Colorificio (non utilizzato da tanti anni e destinato a non essere utilizzato) non possa essere lasciato a chi lo stava utilizzando per tutta la città. In questo modo viene restituito all’inutile, ad una situazione che non rende nulla se non per il proprietario».
«Occorre un ruolo della politica per dare risposte alle istanze degli attivisti del Municipio dei Beni Comuni». A sostenerlo è Simonetta Ghezzani, consigliere comunale di Sel presente ieri mattina allo sgombero dell’ex Colorificio. «Bisogna dare anche risposte - continua Ghezzani - al problema di questa enorme struttura industriale abbandonata (oltre 14mila mq, ndr) che rappresenta una ferita per la città».
Sono tanti gli attestati di solidarietà al Municipio dei Beni Comuni. Varie ealtà associative e politiche, cittadine e nazionali, si sono schierate accanto agli attivisti. Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, ha invitato a mobilitarsi contro lo sgombero che porterà ad «una grandissima speculazione edilizia». «Semplicemente vergognoso - commenta Ferrero - il disinteresse mostrato dalla giunta comunale. Invitiamo tutti a mobilitarsi anche sui social network. Se proprio volete sgomberare, sgomberate la Leopolda, sono lì quelli che fanno danni».
«Le attività portate avanti finora - scrive in una nota il Comitato Arci di Pisa - hanno sempre rappresentato un punto d’incontro e di aggregazione importante, un presidio di salvaguardia per la convivenza civile e per l’aiuto all’integrazione e all’accoglienza. Lo sgombero forzato rappresenterà soltanto la scomparsa di un luogo nel quale sono sempre state realizzate iniziative a carattere sociale di valorizzazione della città. Chiediamo alle istituzioni di farsi carico di cercare soluzioni alternative». Questa è la vera partita che si apre dopo lo sgombero e il presidio in piazza XX Settembre. Centinaia i messaggi su twitter: gli hashtag #excolorificio e #Pisa hanno raccolto i messaggi di decine di associazioni da tutta Italia che solidarizzano con il Municipio dei Beni Comuni.
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