La manifestazione
Il consigliere Gallo: il Pd è schiacciato sulla giunta
Il candidato alla segreteria comunale in alternativa ad Andrea Ferrante (Cuperlo) chiede un cambio di passo al partito: «Serve autonomia di proposte e idee»
PISA. «L’elezione diretta del sindaco non significa e non deve significare ridurre il partito alla sola faccia istituzionale, schiacciando i dirigenti del Pd nel ruolo di ufficio stampa degli amministratori». Lo dice il consigliere comunale Sandro Gallo, candidato alla segreteria cittadina del Pd a Pisa, in alternativa al segretario uscente, Andrea Ferrante, area Cuperlo, sostenuto anche dai renziani e gradito al sindaco Filippeschi. Gallo è stato presentato dalla componente “Pd in movimento” (ex assessore Cerri) e dai civatiani, guidati dal candidato provinciale Stefano Fabbri. Gallo sottolinea la bontà del lavoro fatto dalle amministrazioni di centrosinistra che hanno governato la città negli ultimi decenni. Ma ciò che deve cambiare, secondo lui, è il rapporto tra Palazzo Gambacorti e il Pd.
«Il partito deve avere un’autonomia di elaborazione politica di proposte e idee - sostiene - da tradurre in azione amministrativa tramite il gruppo in consiglio comunale e deve avere un confronto franco e costruttivo con l’amministrazione nel pieno rispetto del programma di mandato. In questi anni il Pd pisano si è però caratterizzato da assenza dell’iniziativa politica sui temi fondamentali della città e da vere occasioni di confronto. E’ mancato un coordinamento vero e reale con i circoli che potesse portare all’interno del partito le esigenze dei territori. Il Pd si è così caratterizzato per l’assenza di entusiasmo, per una classe dirigente rimasta prigioniera di meccanismi verticistici autoreferenziali».
Gallo esamina il risultato delle elezioni comunali di maggio: «A Pisa dopo la bella vittoria al primo turno non c’è stato un reale momento di confronto su cosa le elezioni amministrative abbiano significato. La bassissima affluenza alle urne è un primo dato molto critico che deve far riflettere. Ha votato il 55% degli aventi diritto, alle politiche del 2013 ha votato il 78%, alle elezioni amministrative del 2008 (primo turno) votò il 79,9 % degli aventi diritto. Questo si traduce in una diminuzione di circa 14mila votanti tra comunali e politiche del 2013 e 19mila tra le due comunali consecutive. In questo calo assoluto il Pd perde 5.800 voti nel 2013 e 6.900 tra le due comunali. La grande frammentazione a destra e l’idea di una partita semplice per il sindaco Marco Filippeschi ha lasciato tantissime persone a casa».
«Anche dalla nostra parte - conclude Gallo - c’è stata disaffezione, in parte legata alla delusione post elezioni politiche, ma anche per qualche difficoltà presente nei territori e una poco efficace organizzazione del partito».
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