Il Tirreno

Pisa

Frantoi presi d’assalto ma lo scirocco fa danni

di Pierluigi Ara
Frantoi presi d’assalto ma lo scirocco fa danni

Lungomonte: alcuni oliveti stanno rendendo la metà rispetto all’anno scorso Raccolti a rischio, fanno eccezione le zone più alte della Vallegraziosa

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CALCI. Presi letteralmente d’assalto i frantoi. Funzionano, giorno e notte, a pieno regime, ma non perché si registri una produzione boom di olive. Anzi la stagione, per molti aspetti, appare piuttosto deludente. «Se non tiriamo via a togliere le olive dagli alberi, non rimarrà più nulla o quasi in quanto il raccolto già seriamente compromesso potrebbe annullarsi del tutto. Ci si è messo, infatti, il clima anomalo di questi giorni. Il caldo umido di scirocco sta assestando un colpo micidiale agli oliveti». A parlare è Cristina Del Moro, titolare dell’azienda agrituristica “Villa Buieri”, di Rezzano. Parimenti non arrivano buone notizie dai frantoi dell’intero lungomonte dove avviene la trasformazione delle olive in olio. La tendenza generale è di una produzione assai minore rispetto allo scorso anno.

Ci sono, ben inteso, alcune eccezioni nel senso che alcuni esprimono soddisfazione. E’ il caso delle zone alte della Vallegraziosa. «Io per esempio – dice Irene Di Vittorio – su alle Codole ho un raccolto buono. E lo stesso discorso vale per Roberto Chesi, mio vicino di terreno. Per questo possiamo considerarci abbastanza contenti».

Diametralmente opposta la valutazione di Oriano Fillanti.

«Non so neppure se procederò alla raccolta – confida – tanto modesta è la quantità dei frutti. Di sicuro se mi avventurerò nell’oliveto sono consapevole che i frutti sono davvero pochissimi».

Illuminante il giudizio di Fabrizio Berti Lorenzi, titolare dell’omonima azienda agricola di Val di Vico, importante realtà dell’intera regione. «C’è un netto calo – racconta – nell’ordine di circa il 50% rispetto al 2012. Può succedere che un’annata sia diversa dall’altra. Certo è che questo 2013 può essere annoverato come un’annata non positiva. Non possiamo non prenderne atto. La qualità è comunque eccellente perché il valore di acidità può variare dallo 0,1 allo 0,3. Non male, infine, la resa».

Mario Pellegrini, che insieme a Lupetti è impegnato per il “Podere Operaio”, non riesce ad essere pessimista: «I 35 quintali non sono inferiori alle raccolte del recente passato. Dunque, in confronto ad altri che si lamentano, noi riusciamo ad essere contenti».

Non è sulla stessa lunghezza d’onda Franco Della Bartola: «Se va bene – ripete – io ho un risultato meno della metà se raffrontato ad un anno fa». Non è certo entusiasta neppure Banduccio Bertolini, storico olivicoltore di Tre Colli: «Fino ad ora non avevo troppa fretta di raccogliere e poi andare al frantoio. Adesso dovrò mobilitarmi. Una cosa è sicura: non ci sarà troppo da fare perché la produzione risulta poco più che modesta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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