Il Tirreno

Pisa

«Fare del bene è intelligente»

di Gianluca Campanella
«Fare del bene è intelligente»

Andrea Bocelli alla cerimonia dell’Associazione ricerca neurologica: premi a Maffei, Biancalani e Zambon

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PISA. «Sia Confucio che il cristianesimo ci suggeriscono l’idea che fare del bene nasce dalla consapevolezza che significa farlo anche a noi; non è generosità, ma intelligenza. Perché è inevitabile che i problemi che oggi colpiscono il prossimo, domani capiteranno a noi».

Andrea Bocelli ieri è stato l’ospite d’onore alla cerimonia del premio internazionale ARNo (Associazione per la ricerca neurologica) e ha consegnato la statuetta per la ricerca al neuroscienziato Lamberto Maffei, presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei. Il premio per la solidarietà, invece, è andato ex aequo a Elena Zambon, presidente della Fondazione Zoè, e a Laura Biancalani, presidente della Andrea Bocelli Foundation, consegnato dal sindaco Marco Filippeschi. A moderare la cerimonia, nell’aula magna della Scuola medica, c’era il direttore de “Il Tirreno”, Robertò Bernabò, che ha chiesto all’artista come mai abbia compiuto «la scelta di fare del bene senza nascondersi, opposta a quella di quanti preferiscono non mostrarsi? Con la sua fondazione Bocelli ci ha messo la faccia e sono sicuro che sia tutto, tranne che una posizione narcisistica». Il maestro ha raccontato il modo in cui ha conosciuto Biancalani: «A 17 anni è venuta a casa mia, non perché avevo vinto Sanremo, ma per chiedermi di organizzare un concerto per i malati di Aids». Evento dal quale è nata l’amicizia tra i due e l’idea di una fondazione: non nascondersi, quindi, è una testimonianza, per mostrare agli altri quanto sia «intelligente fare del bene» e anche un modo per “approfittare” della propria notorietà e «chiedere pubblicamente un aiuto a tutti». Bocelli è consapevole «di essere fortunato per gli agi di cui sono protagonista», ma si sente a «disagio come chi vive in tavola con un mucchio di cibo e vede tanta gente intorno che non può toccare niente: bisogna fare qualcosa per vivere più sereni».

Maffei, prima della consegna del premio, ha tenuto una vera e propria lezione sugli esperimenti condotti negli anni: dai ratti alle persone di tutte le età (prematuri, neonati, adulti e anziani) l’indicazione univoca è che l’ambiente circostante influenza la nostra crescita e le nostre capacità. Per esempio, un bimbo si sviluppa meglio se accarezzato; un malato di demenza senile recupera se «reinserito in un mondo di vita: gli studi finiranno il prossimo anno e vi diremo i risultati scientifici; intanto è chiara la direzione sociale sull’importanza di aiutare gli altri». Lo scienziato, ricevendo il premio, ha rievocato la sua laurea proprio in quell’aula e aggiunto che i riconoscimenti vanno ai gruppi di ricercatori, non alle singole persone.

Zambon, ha ricordato che Zoè sta per “Zambon open education” e riprende i valori della casa farmaceutica omonima, fondata nel 1906 da Gaetano, il nonno vicentino che metteva al centro di tutto la persona. Infine Biancalani, che è nata a Empoli e lavora a San Miniato, ha riassunto l’attività della fondazione Bocelli, che ha due programmi: il sostegno alla povertà (opera in particolare ad Haiti) e la ricerca, in collaborazione con il Mit di Boston per aiutare gli ipovedenti nel movimento. I premi della ARNo, presieduta dal professor Gianfranco Antognoli, sono stati decisi dal comitato scientifico dell’associazione, diretto da Ubaldo Bonuccelli, ordinario di Neurologia a Pisa. Per la solidarietà erano stati insigniti Giorgio Panariello (nel 2008) e Marcello Lippi (2010).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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