Attenzione
«Chiedo aiuto per mio figlio ma trovo porte chiuse»
PISA. «Abbandonati da istituzioni e servizi sociali». È una vera e propria odissea quella che racconta Anna Curella, operatrice tecnica all’ospedale di Cisanello, che da cinque mesi è alla ricerca di...
PISA. «Abbandonati da istituzioni e servizi sociali».
È una vera e propria odissea quella che racconta Anna Curella, operatrice tecnica all’ospedale di Cisanello, che da cinque mesi è alla ricerca di una struttura adatta ad accogliere il figlio disabile.
Secondo Curella, l'unica soluzione sarebbe una struttura del milanese, ma la richiesta di pagamento di un mese nel centro, in attesa di trasferire la residenza del figlio nel capoluogo lombardo, è stata respinta. Da oltre sei mesi la donna è costretta a casa per accudire il figlio. «Dopo un mese in un centro a Terontola in provincia di Arezzo – racconta Curella -, mio figlio è stato mandato a casa».
A Pisa, secondo la donna, non ci sono strutture adatte per accogliere il quarantenne «e – accusa Curella – i centri diurni lo hanno respinto».
«Mi sono rivolta ai servizi sociali – continua la donna – che hanno prospettato come unica soluzione un centro a Fivizzano». Soluzione che però, secondo Curella, non è praticabile vista la lontananza da Pisa.
«Chiedo di mandare mio figlio in una struttura adeguata alle sue necessità vicino a Milano, dove potrei trovare anche lavoro. Ho chiesto il pagamento di un mese della retta del centro in attesa di trasferire la residenza di mio figlio da Pisa a Milano (necessaria per usufruire gratuitamente della struttura, ndr). La richiesta è stata però respinta con la motivazione che la Regione non può far fronte alla spesa. Sono disperata - conclude Curella -: lontana dal lavoro per accudire mio figlio e da 13 mesi senza un aiuto sociale». (d.r.)
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