Finanza
Turn-over, in testa Sant’Anna e Normale
L’ateneo dove era rettore il ministro Carrozza ha la possibilità di assumere fino al 213% del personale pensionato nel 2012
PISA. La Scuola Superiore Sant’Anna e la Scuola Normale Superiore in percentuale sono i due atenei italiani con il turn-over più alto. Infatti, negli enti pubblici si può assumere personale fino a un massimo del 20% di quello pensionato l’anno prima; i due istituti d’eccellenza, invece, hanno una percentuale “stratosferica”: 213% e 161% rispettivamente. Questo è possibile grazie al decreto ministeriale numero 713 approvato il 17 ottobre, che porta la firma della pisana Maria Chiara Carrozza, ministro dell’Università, già rettore del Sant’Anna.
In base alle regole di questa norma, le più penalizzate sono in particolare le sedi accademiche del Sud, ma non solo: Foggia, Napoli II e Siena scendono al 7 percento. Così sette deputati pugliesi del Pdl hanno depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere le ragioni di questa apparente discriminazione. Carrozza risponderà alla Camera in maniera dettagliata; ma ieri, infastidita dalle voci sempre più insistenti che si levano dal Meridione, ha deciso di frenare i “maliziosi” e i “complottisti”: alla prima categoria appartengono tutti quelli che fanno notare la coincidenza della Scuola più premiata, diretta fino a pochi mesi fa dallo stesso attuale ministro; alla seconda si iscrivono quanti (tra cui il governatore pugliese Nichi Vendola) sostengono che questo piano «premeditato» serve a smantellare le università del sud. Carrozza ieri ha quindi dichiarato che la stella polare del ministero è il «merito» e poi si è posta da sola la domanda: «C’è stato un complotto contro le università del sud? Sono arrivati fondi attraverso i piani Sud e Pon, un miliardo e ottocento milioni». Va detto che il tanto invocato merito è il parametro su cui si fonda il decreto: ricalcando la spending review del 2012 voluta da Mario Monti, il turn-over accademico resta al 20% su base complessiva nazionale, ma all’interno dei singoli atenei i punti organico salgono o scendono con un algoritmo complicatissimo che, di fatto, premia chi alza le tasse e chi spende meno in personale. Normale e Sant’Anna non prevedono contribuzione diretta da parte degli studenti, quindi sono state virtuose “solo” sul fronte delle uscite. Il problema, secondo i detrattori della norma, è doppio: l’algoritmo doveva valere solo per il 2012 (mentre è stato ripreso anche quest’anno); inoltre è saltata una clausola di salvaguardia che limitava la punizione dei non virtuosi (l’anno scorso le prime per turn-over effettivo erano al 30 percento). In ogni caso, viste le piccole dimensioni dei due istituti pisani, i punti organico assoluti (non percentuali) sono modesti: 4,79 e 5,71 rispettivamente. L’università di Pisa ne ha 14,34 (il 19,12% sul 2012).
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