Il dolore
Roberta, sì alla proroga delle indagini per 6 mesi
Via libera del Gip alla richiesta, l’ultima possibile, avanzata dalla Procura Gli inquirenti potrebbero sentire di nuovo Sara Calzolaio, la compagna di Logli
PISA. Sono stati concessi altri sei mesi per indagare sulla scomparsa di Roberta Ragusa, l’imprenditrice sparita nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
Il gip ha accolto la richiesta della Procura e per la fine di aprile, primi di maggio, si arriverà al bivio: richiesta di archiviazione o di rinvio a giudizio per il marito della donna, Antonio Logli, indagato dall’8 febbraio 2012 con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Due anni sono il termine massimo consentito dalla legge per tenere sotto inchiesta una persona accusata di omicidio.
Quella concessa dal gip è l’ultima proroga possibile in un’indagine che, come ha sempre spiegato il procuratore capo, Ugo Adinolfi, in assenza del corpo della vittima, è assai probabile arrivare a un’archiviazione del caso. La prossima mossa della Procura, in parallelo alla ricerca del corpo senza dare troppo ascolto a veggenti che arrivano sulla scena del crimine con 20 mesi di ritardo, potrebbe essere quella di sentire ancora la nuova compagna di Logli, l’ex segretaria e baby sitter, Sara Calzolaio indagata per favoreggiamento nell’occultamento di cadavere.
Negli ultimi mesi sono filtrati nuovi elementi, soprattutto a livello testimoniale. Versioni alle quali gli inquirenti stanno cercando riscontri. A parte le dichiarazioni di Loris Gozi, già acquisite agli atti con l’incidente probatorio, ci sono i racconti della colf di casa Logli che sostiene di aver visto l’auto di Antonio fuori la sera della sparizione della moglie. C’è il testimone in bici, ora in carcere, che dice di aver visto Roberta poco prima delle una uscire di casa con una tuta rosa. E poi c’è Filippo Campisi, il vigile del fuoco in servizio al distaccamento aeroportuale di Pisa, che ha confidato agli investigatori di aver visto salire Roberta Ragusa su una jeep color crema, sempre quella famosa notte della scomparsa. Qualunque siano gli esiti delle versioni riferite alla Procura, balza agli occhi quanto siano state trafficate via Dini e via Gigli in una notte di gennaio con temperature siberiane.
Il legale di Antonio Logli, l’avvocato Roberto Cavani, sentirà nelle sue indagini difensive il vigile Campisi. L’avvocato e la famiglia dell’indagato restano convinti dell’allontanamento volontario di Roberta e si domandano se e quanto sono state approfondite le verifiche investigative su quel fronte, lasciato, a loro dire, troppo in fretta per orientare tutti gli sforzi nel cucire addosso a Logli l’abito del colpevole.
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