Sicurezza
Lavori Piuss, le imprese potranno essere pagate
L’assessore: «Nel 2014 saranno liquidate somme per oltre 10 milioni» Intanto il governo abbassa il saldo del patto di stabilità solo di 196mila euro
PISA. Garantire i pagamenti alle aziende impegnate nei cantieri Piuss rispettando i vincoli del patto di stabilità. Sarà questo uno dei principali compiti dell’amministrazione comunale nel 2014, mentre si sta mettendo a punto il bilancio di previsione che, entro l’anno, sarà sottoposto al consiglio per l’approvazione. Un bilancio che, tra tagli e vincoli di legge, si preannuncia non semplice da chiudere e gestire.
L’anno prossimo, per l’insieme dei lavori Piuss (mura storiche, Arsenali, ex stallette, eccetera), il Comune dovrà liquidare somme per 10 milioni e 263mila euro, specifica l’assessore al bilancio Andrea Serfogli. Si tratta di una cifra già impegnata, con il 60% di fondi regionali e della Fondazione Pisa, e con il 40 dalle casse di Palazzo Gambacorti. Poi, tra residui e manutenzioni, si arriverà a 15 milioni. Che il Comune, come è successo in questi mesi, darà alle aziende con pagamenti “a strappi”, ogni volta che saranno “soldi liberi” rispetto ai vincoli del patto.
In poche parole, i soldi ci sono. Ma i pagamenti possono essere effettuati solo nel momento in cui si è sicuri di non sforare. Il patto di stabilità è regolato da meccanismi complessi. Come spiegano i tecnici, il saldo finanziario rilevante per il patto di stabilità deriva dalla differenza tra le entrate finali nette e le spese finali nette, computate con criteri diversi. In altre parole, il Comune deve sempre avere disponibile una certa somma e, se costretto a sforare, deve comunque ricostruirla in chiusura di esercizio al 31 dicembre.
Tale cifra, per il 2013, è di 10 milioni e 87mila euro. Uno sconto di appena 196mila euro sul saldo precedente. «Ci aspettavamo molto di più essendo quello di Pisa uno dei Comuni italiani virtuosi - dice Serfogli -. Invece il governo ha deciso di distribuire “a pioggia” i 550 milioni disponibili».
Dunque, per come è strutturato il patto, la possibilità di dare corso ai pagamenti è di fatto subordinata alle riscossioni. E poiché gli investimenti sono in larga parte finanziati con contributi pubblici, come avviene nel caso dei Piuss da parte della Regione, l’effettiva riscossione di tali contributi costituisce il presupposto per pagare i fornitori.
Ad oggi l’amministrazione ha assolto al pagamento di tutti i debiti per investimenti all’1 settembre. In prospettiva, il pressing sulla Regione per avere i contributi puntuali, oltre alle alienazioni, saranno azioni determinanti per rispettare il patto. Insieme alla “manovra” per spostare quote dalla parte corrente alla parte capitale in modo da abbassare il saldo del patto e avere risorse più facilmente libere. Non solo per il Piuss.
Francesco Loi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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