Il Tirreno

Pisa

Resta sulla barella 26 ore prima del ricovero

di Pietro Barghigiani
Resta sulla barella 26 ore prima del ricovero

Pisa: la disavventura di una paziente: «Non ero grave, ma è stato un disagio inutile». L’ospedale si scusa: «Troppi accessi al pronto soccorso e poche le dimissioni»

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PISA. Un giorno, anzi 26 ore, stesa su una barella al pronto soccorso. Non era un’emergenza da codice rosso, ma l’attesa che ha anticipato il ricovero ha fatto saltare i nervi a una paziente entrata a Cisanello alle 15 e portata in reparto alle 17 del giorno dopo. L’azienda ospedaliera si è scusa, ma garantisce di aver prestato tutte le cure necessarie.

La protagonista della disavventura si chiama Vanda Grilli, 58 anni, di Pisa. Si è presentata al pronto soccorso con forti dolori addominali e vomito dopo una notte d’inferno. Nulla di particolarmente grave. Tanto che la valutazione dei medici è stata quella del codice verde di “urgenza differibile”. Bene, se uno va al pronto soccorso è non in fin di vita sa che deve rassegnarsi e attendere il proprio turno per dare la precedenza a chi rischia di morire. La visita è arrivata poco prima delle 18 a tre ore dall’ingresso e fin qui ci può stare. Il peggio doveva ancora arrivare.«È vero che ero in codice verde – racconta la signora – ma a me sembra un’autentica esagerazione aver fatto stare per 26 ore su una barella una persona che poi ha avuto bisogno del ricovero e quindi era lì per un problema serio. Neanche nell’astanteria mi hanno messo. Alcuni anni fa sono stata operata all’intestino. La mia preoccupazione per i dolori non era campata in aria. È inutile fare belle strutture se poi uno deve stare 26 ore su una barella». L'azienda ospedaliera conferma le vicissitudini orarie della paziente e si scusa.

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