Il Tirreno

Pisa

«Non possiamo stare con il Vespucci in questo scenario»

di Pietro Barghigiani
«Non possiamo stare con il Vespucci in questo scenario»

Holding con Firenze: Filippeschi e Pieroni pronti a ritirarsi «Con la richiesta di Enac si cambiano le carte in tavola»

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PISA. Pista allungata, accordo saltato. È un’equazione che Pisa è pronta ad applicare al piano di integrazione tra gli scali Galilei e Vespucci nel momento in cui a Firenze dovessero passare da una pista di 2.000 a 2.400 metri.

Schierati sullo stesso fronte, e sostenuti dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, sono pronti a frenare il progetto di holding tra Pisa e Firenze se al Vespucci dovessero prolungare il nastro d’asfalto secondo quanto indicato da Enac (Ente nazione aviazione civile).

Filippeschi è chiaro: «Se quei contenuti venissero confermati verrebbe meno il pilastro della strategia dell’integrazione che aveva anche motivato la presenza del patto di sindacato che governa la società a stare nel percorso di verifica per la holding. Saremmo in un altro scenario e non il nostro».

La pista di 2000 metri compare nell’elaborato Enac del 14 ottobre 2012 che è alla base della variante al Pit (piano di indirizzo territoriale).

«Senza bretelle di rullaggio e con motivazioni tecniche di sicurezza – sottolinea il sindaco –. Sono valutazione già fatte e allegate formalmente al Pit approvato dal consiglio regionale. C’è anche n un ordine del giorno che cita chiaramente la limitazione strutturale e fisica di Peretola». Il sindaco fa poi notare che «nel piano nazione degli aeroporti c’è scritto esattamente che Pisa è uno scalo internazionale e Firenze un city airport proprio in virtù delle sue caratteristiche. Ora c’è questa stonatura forte di Enac. Spero che il presidente Riggio la corregga definitivamente».

Anche Andrea Pieroni, presidente della Provincia, tra i soci pubblici deputato a mettere bocca sulle vicende dell’aeroporto pisano, è pronto a frenare il “decollo” della holding dei cieli Pisa-Firenze se l’Enac dovesse imporre l’allungamento della pista fiorentina. «Fare a Peretola una pista di 2.400 metri significa creare un duplicato del Galilei facendo venir meno il presupposto che è alla base dell’integrazione tra i due scali». «Il percorso per l’unione era partito su basi diverse – riprende il presidente della Provincia –. E poi il Pit non prevedeva per il Vespucci la pista a 2.400 metri. L’auspicio è che Enac ci ripensi e non cambi le carte in tavola facendo rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta. Altrimenti ci troveremmo nella condizione di integrare due aeroporti che si farebbero concorrenza e questo non va bene.

Quei 400 metri in più di pista consentirebbero a Peretola, agli occhi di osservatori attenti non solo pisani, di allargare il proprio raggio d’azione per conquistare non più collegamenti a medio raggio ma a lunga percorrenza e in futuro persino scali intercontinentali. Il timore di Pieroni e soci è che Firenze non giocherebbe più il ruolo di city airport, su cui si erano messi d’accordo con il Vespucci complementare allo scalo di Pisa impostato sui voli low-cost e votato al traffico di massa. Quello di Firenze diventerebbe piuttosto un aeroporto identico al Galilei, capace di arrivare a 6 o 7 milioni di passeggeri: un vero concorrente. «Non possiamo stare in un percorso del genere» ammonisce Filippeschi.

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