Sicurezza
Bersani celebra Carpi «Rivoluzionò l’Enel»
Alla commemorazione al polo Carmignani c’era anche Salvatore Settis «Una volta disse: dato uno di sinistra, io sono ancora più a sinistra»
PISA. «Eravamo giovani quando cominciammo il gioco: chi di noi fosse sopravvissuto avrebbe dovuto pronunciare in pubblico l’elogio dell’altro». Tra i tanti momenti toccanti di ieri, durante la commemorazione di Umberto Carpi, il professor Marco Santagata ha centrato il senso della giornata: è stata una vera “santificazione” laica quella celebrata al polo Carmignani per il defunto “Paci” (come lo chiamavano a Pisa), scomparso il 6 agosto scorso.
Ma non acritica: Pier Luigi Bersani, ex segretario del Pd e grande amico di Carpi dal 1996 quando collaborarono al governo, ricorda che anche il comunista/professore/senatore/sottosegretario/sindaco ha avuto dei «difetti, che noia sennò». Ma gli ascrive il merito - tra le tante riforme - anche di quella dell’Enel: «L’ex monopolista che chiedeva soldi allo Stato è diventata la maggiore impresa elettrica internazionalizzata del mondo, portando lavoro e 30 miliardi di investimenti; tutto questo senza una sola consulenza esterna e con le sole forze ministeriali e una commissione parlamentare diretta da un italianista». Ma la statura umana «si è vista alla fine, nel passaggio della malattia: è stato fino all’ultimo minuto padrone di sé, lucido, razionale e pieno di dignità».
Gli aggettivi per Carpi si sprecano; così Salvatore Settis, ex direttore della Scuola Normale, premette che è impossibile descrivere qualcuno che ognuna delle persone in sala conosce sotto altre angolature e con aggettivi diversi. Allora sceglie i suoi ricordi personali, tra cui “l’interrogatorio”, pratica goliardica riservata ai neo entrati in Normale, che Carpi subì nel 1960: «Gli chiesero le sue idee politiche e Paci disse che, “dato uno di sinistra, io sono più a sinistra di lui”. Prendeva con ironia e autoironia le distanze da quel rituale, scoprendo il gioco». Ma Settis va oltre e, descrivendo il “presidenzialismo costituzionale(?)” (il virgolettato è di Carpi), commenta come «quella matricola non avrebbe mai potuto credere che sarebbe stato così facile essere più a sinistra del suo partito».
Il pubblico si commuove ed i relatori stessi camuffano il groppo in gola; chi nasconde meno è il sindaco Marco Filippeschi: «La città è pronta a creare in suo nome occasioni di memoria».
Mentre il rettore Massimo Augello onora la richiesta del professor Gianfranco Fioravanti (che chiede «tutto, tranne una rievocazione asettica») ricordando come Carpi gli abbia «insegnato a mangiare i tortellini in brodo con il vino».
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