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Pisa

Aperto il sarcofago di Enrico VII

Aperto il sarcofago di Enrico VII

Dentro sono stati trovati lo scheletro e il teschio ben conservati, la corona imperiale, lo scettro e il globo, tutto in argento dorato. Rinvenuto anche il tessuto in cui era avvolto, il più importante del Medioevo per conservazione e dimensioni

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PISA. L'imperatore Enrico VII morì nell'agosto del 1313 vicino a Siena e da qui fu trasportato a Pisa e fu sepolto nel Duomo. Nei giorni scorsi un gruppo di studiosi di Opera Primaziale e Università di Pisa ha aperto il sarcofago. L'annuncio è stato dato durante il convegno "Enrico VII, Dante e Pisa - A 700 anni dalla morte dell'imperatore e dalla Monarchia", in corso a Pisa nella sala delle Baleari del Comune.

«Dentro abbiamo trovato lo scheletro e il teschio ben conservati» - spiega la professoressa Garzella - la corona imperiale, lo scettro e il globo, tutto in argento dorato».

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«Ma il ritrovamento più eccezionale è il tessuto di 3 metri per 120 centimetri in cui era avvolto» - aggiunge la professoressa Moira Brunori - in seta con fasce rosa-azzurre e con il disegno di due leoni che si affrontano. Si tratta del tessuto più importante del medioevo, per conservazione e dimensioni»

Dal teschio sarà possibile ricostruire il volto, grazie all'esperienza del professore di antropologia Francesco Mallegni. E dall'analisi dello scheletro si potrà risalire alle cause della morte, ancora misteriose: morte naturale, malaria o avvelenamento? Sembra inoltre che per portare a Pisa la salma dal luogo della morte (a Buonconvento) in buono stato di conservazione, il corpo sia stato bruciato e la testa staccata e bollita a parte. Le ossa infatti sono ben conservate. E dopo i necessari studi, si comincerà a discutere di come poter esporre meglio al pubblico questi ritrovamenti.

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