Finanza
L’azzardo non è un gioco: 70 in cura al Sert
PISA. Uomo, tra i 30 e i 60 anni, con un impiego, coniugato o single: è l'identikit delle persone affette da Gap, la sindrome da gioco d'azzardo patologico tracciato da Francesco Lamanna, dirigente...
PISA. Uomo, tra i 30 e i 60 anni, con un impiego, coniugato o single: è l'identikit delle persone affette da Gap, la sindrome da gioco d'azzardo patologico tracciato da Francesco Lamanna, dirigente del Sert di Pisa che negli ultimi 4 anni ha accolto in terapia 70 soggetti e le richieste di aiuto negli ultimi due anni sono raddoppiate.
Lo rivela il Comune, che nei giorni scorsi ha sottoscritto il “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d'azzardo” promosso da Terre di Mezzo e Legautonomie.
L'iniziativa chiede più poteri di programmazione, controllo e ordinanza per contrastare il fenomeno.
«Spesso infatti non sono solo i giocatori a risentire delle conseguenze della propria patologia – spiega l'amministrazione – ma l'intera famiglia viene sopraffatta dalla problematica. Oltre al problema della salute esiste poi un problema legato alla criminalità organizzata con riciclaggio di denaro sporco e usura». Pisa ha anche predisposto un piano che prevede azioni di controllo, ricerca di strumenti giuridici in collaborazione con gli istituti di alta formazione e ricerca cittadini, sensibilizzazione della cittadinanza, per i più piccoli e soprattutto per gli adolescenti.
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