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Pisa

C’è chi vuole ricostruire il volto di Enrico VII

C’è chi vuole ricostruire il volto di Enrico VII

Lo studio potrebbe essere affidato a un esperto della materia: l’antropologo Francesco Mallegni

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PISA. Bisogna dare più visibilità al monumento funebre di Enrico VII eretto da Tino di Camaino nel Duomo di Pisa. La proposta viene fatta nella ricorrenza, quest’anno, del settimo centenario della morte dell’Imperatore le cui spoglie sono conservate nella cattedrale di piazza dei Miracoli. A farsene interprete è stato anche un grande cultore della storia di Pisa, Francesco Capecchi.

Ma c’è di più. Si sta pensando all’apertura del sarcofago per ricostruire il volto di Enrico VII. L’idea non ha avuto ancora alcun seguito, ma resta sempre in campo come ipotesi. Lo studio potrebbe essere affidato a un esperto della materia a livello internazionale, come l’antropologo prof. Francesco Mallegni che ha ricostruito la storia di santi e papi, imperatori e cavalieri, contadini e massaie. Insomma, questa ipotesi resta più di una suggestione.

Tornando al monumento funebre di Enrico VII (i pisani lo ricordano meglio come Arrigo VII), eretto nel 1315 da Tino di Camaino, fu in origine posto al centro dell'abside della cattedrale, ma non vi rimase a lungo. Le statue che componevano il mausoleo furono disperse e peregrinarono in vari luoghi della piazza del Duomo. Solo l'imperatore giacente sul sarcofago fu ricollocato in Cattedrale. L’esecutore del monumento, Tino di Camaino, era stato allievo di Giovanni Pisano che aiutò nell'esecuzione dei rilievi per la facciata del Duomo di Siena. Seguì il suo maestro a Pisa dove fu nominato capomastro dell'Opera del Duomo per la realizzazione della cattedrale (1311). La tomba di Arrigo VII era composta dal sarcofago, la statua di Enrico VII, disteso sopra di esso e molte altre statue di dignitari e angeli. Ma non ebbe lunga vita: per motivi politici fu smantellata, poi fu danneggiata nell'incendio del 1595, e le parti furono riutilizzate in altri luoghi della piazza del Duomo. Fino al 1985, il sarcofago dell'imperatore era nel transetto destro della Primaziale, vicino all'urna di San Ranieri, patrono della città. Un paio di statue erano state messe sulla parte superiore della facciata e una serie di statue raffiguranti lo stesso Enrico e i suoi consiglieri erano nel Camposanto Monumentale.

Oggi le statue si trovano nel Museo dell’Opera del Duomo, inaugurato nel 1986, mentre la tomba è rimasta nella Cattedrale. Avrebbe però bisogno di una maggiore visibilità. (m.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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