Attenzione
Tre giorni dedicati a Dante e al rapporto con Pisa
Gli studiosi proveranno a dimostrare che il poeta scrisse in città la “Monarchia” Il professor Marco Santagata: «La nostra è una spudorata provocazione»
PISA. E se Dante Alighieri avesse scritto la “Monarchia” a Pisa? È quanto proveranno a dimostrare studiosi internazionali nel convegno che si terrà da giovedì a sabato: i primi due giorni in città e il 26 a San Miniato. Ma Marco Santagata, uno dei membri del comitato scientifico, è così sicuro della tesi che chiama «spudorata provocazione» averla già inserita nel titolo del convegno: “Enrico VII, Dante e Pisa. A settecento anni dalla morte dell’imperatore e dalla Monarchia (1313-2013)”.
La “Monarchia”, infatti, sarebbe stata scritta tra il 1308 e il 1317; la più versione più accreditata indica il biennio 1312-13, proprio quello in cui Enrico VII venne due volte a Pisa e la sua cancelleria rimase basata nella città della Torre anche quando l’imperatore non c’era. Se si accetta «l’ipotesi che Dante fosse parte della corte», come suggerisce Fabrizio Franceschini, il gioco è quasi fatto. Giuseppe Petralia fa notare anche che «Enrico VII scende dalla Germania per portare pacificazione in un’Italia dilaniata dalla lotta per fazioni», proponendosi come garante super partes. Bene, il Sommo poeta nel primo Libro del suo trattato politico scritto in latino dimostra proprio la necessità di avere un singolo Monarca, unico in grado di tendere verso il bene comune e sopra ogni passione. Gabriella Garzella ricorda che Enrico visse due mesi nel palazzo dei Gambacorti ora in corso Italia e quattro da Raniero, conte di Donoratico (in zona Santa Caterina).
Ci sarà molto altro nella tre giorni che vuole «rivendicare il ruolo di Pisa e della Toscana occidentale nella vita e nelle opere di Dante», aggiunge Santagata, promettendo un convegno che «dice cose nuove, operazione difficile su Dante» e che già nella scelta delle location mostra un’impostazione originale, quasi «ecumenica, dove due sedi ghibelline accerchieranno la Curia»: il 24 si svolgerà nella appena restaurata sala delle Baleari, a palazzo Gambacorti; il giorno dopo si passa all’auditorium dell’Opera del Duomo; infine, sabato nell’auditorium di palazzo Grifoni, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato. Guicciardini Salini, presidente della stessa, evidenzia come in Italia solo 8 fondazioni su 89 siano rimaste azioniste di maggioranza degli omonimi istituti di credito: «Per noi significa che il cuore della banca è il territorio; per questo siamo attenti a ogni iniziativa di crescita culturale».
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