Attenzione
Rigassificatore, i grillini chiedono di fermarlo
Hanno presentato una interrogazione al ministro Zanonato. Intanto la società Olt annuncia che è cominciata senza problemi l’immissione di gas naturale in rete
PISA. Il rigassificatore Olt, il mega-impianto offshore per il metano al largo del litorale pisano livornese, sbarca in Parlamento proprio mentre comincia senza problemi l'immissione di gas naturale in rete da parte dell'impianto di rigassificazione di Olt Offshore “Lng Toscana”, in linea con il programma operativo dell'azienda.
Il Movimento 5 Stelle ha presentato nei giorni scorsi un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, in cui si chiede la sospensione del progetto e il riesame dell’autorizzazione concessa a Olt per l'esercizio del rigassificatore.
«Si tratta di un’opera con caratteristiche tecniche che non ha precedenti al mondo – spiega Elisabetta Zuccaro, consigliere comunale a Pisa del Movimento 5 Stelle - e si basa su operazioni di trasbordo in mare, cioè sul passaggio del metano raffreddato a 160° C da nave gasiera a nave rigassificatrice». Un’operazione, quest’ultima, che tecnicamente si chiama “allibo” e che, secondo i grillini, in Italia era vietata da tempo. Ma a imprimere la retromarcia è stato un decreto del ministero delle Infrastrutture, all’epoca guidato da Pietro Lunardi, il 23 febbraio 2006. «Decreto che – sottolinea Zuccaro – è arrivato, per una strana coincidenza, nello stesso giorno in cui è stato autorizzato il rigassificatore».
I grillini mettono in luce «il rischio ambientale» dovuto al forte vento. Nel 2001 una Commissione tecnico-scientifica del ministero ha evidenziato infatti come davanti al porto di Livorno «i venti ed il moto ondoso sono tali da non poter garantire un sufficiente numero di giorni/anno con condizioni di operabilità in sicurezza».
Ma non sono solo le questioni ambientali e di sicurezza ad allarmare i grillini. Una delibera del 2008 dell’Autorità per l’energia prevede - per i gestori dei rigassificatori - una garanzia che assicura, anche in caso di mancato utilizzo dell’impianto, la copertura di una quota pari al 71,5 per cento di ricavi di riferimento per un periodo di 20 anni. «Per la Olt si tratta di un affare assicurato – conclude Zuccaro – mentre i cittadini dovranno sperare che i loro affari vadano bene, perché, se così non fosse e nel 2014 la Olt vendesse meno del 71 per cento della capacità massima dell'impianto, la differenza dovremmo pagarla noi in bolletta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
