Finanza
I cinghiali scendono a valle devastando terreni e raccolti
Le segnalazioni arrivano dai territori di Vecchiano e San Giuliano così come dall’alta Valgraziosa In difficoltà le aziende agricole grandi e piccole che chiedono rimedi contro la proliferazione
SAN GIULIANO. Migliaia di euro di danni causati dall’invasione dei cinghiali. Dal monte pisano irrompono a valle travolgendo tutto ciò che trovano lungo il percorso. Il fenomeno è preoccupante e, al momento, non sembrano esserci efficaci deterrenti o qualche freno in grado di porre rimedio alle scorrerie, soprattutto notturne. Le segnalazioni, a ritmo incalzante, arrivano da Vecchiano, San Giuliano, specie dalle frazioni alte di Agnano e Asciano, per non parlare dell’alta Valgraziosa, sopra Calci: Montemagno, Tre Colli, San Donato e Santa Caterina.
Franco Del Moro, guardia ittico venatoria provinciale e già coordinatore di Libera Caccia del lungomonte, dice: «Gli ungulati si dimostrano sempre più audaci, stanno diventando padroni assoluti della situazione. Mai forse avevamo assistito a una realtà del genere. Guai non prendere provvedimenti adeguati. Purtroppo a essere colpiti sono gli olivicoltori che vedono, non di radio, rasi al suolo i terreni dove i raccolti sistematicamente vengono distrutti».
Il discorso riguarda i proprietari o i prestatori d’opera di aziende piccole e grandi. Paolo Verità testimonia: «C’è poco da fare, non resta che constatare il disastro. Bisognerebbe collocare recinti alle proprietà, occorrerebbero barriere. Ma ci vogliono finanziamenti. Rivolgersi alle istituzioni? La prima difficoltà è la burocrazia....». Sulla stessa lunghezza d’onda intere famiglie: gli Adami, i Forino, i Bernardini per fare alcuni nomi. Il rischio è che si lascino adesso abbandonate vaste zone e ciò rappresenterebbe un pericolo incombente per la collettività, basti pensare all’eventualità di incendi. In particolare l’intera circonvallazione sopra Montemagno è messa a dura prova. I cinghiali hanno creato il caos alla Vernaccina, ai Ronchi, a Fontana Diana, a Reto, a Spareti. Qualcuno ha paura quando può ritrovarsi a incontri ravvicinati di un certo tipo.
I danni in termini economici risultano ingenti. Vanno messi in conto i muretti a secco letteralmente cancellati dalla furia incontenibile degli animali che si precipitano giù verso il basso alla ricerca del cibo.
«Un tempo - spiega Del Moro insieme ad altre guardie venatorie - da parte dei cittadini venivano portati sul monte gli avanzi dei pasti. Adesso la legge lo vieta e così i cinghiali praticano una specie di ”fai da te” nel senso che ricercano da soli il mangiare, spinti dal bisogno primario. I problemi cominciano da qui». Stupisce, ma non più di tanto, la proliferazione e la prolificità degli ungulati capaci di mettere al mondo figli anche tre volte l’anno. Certe razze, e questo ormai costituisce la normalità, specie la razza ungherese, si moltiplicano a dismisura. Sono capaci di sfornare una decina di piccoli alla volta.
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