Toscana
Mercoledì convegno su come trasformare la cultura in lavoro
PISA. Quale futuro per la cultura e la ricerca in Italia? Se ne parlerà a Pisa in un convegno mercoledì prossimo alle 17 al Palazzo del Consiglio dei Dodici in piazza dei Cavalieri. Nell’occasione...
PISA. Quale futuro per la cultura e la ricerca in Italia? Se ne parlerà a Pisa in un convegno mercoledì prossimo alle 17 al Palazzo del Consiglio dei Dodici in piazza dei Cavalieri. Nell’occasione Luca Nannipieri, giornalista, saggista e direttore del Centro studi umanistici dell’abbazia di San Savino, presenterà il suo ultimo libro: “Libertà di cultura. Meno Stato e più comunità per arte e ricerca” (Rubbettino).
Il Comune ha concesso il patrocinio all’evento che, oltre a Nannipieri, vedrà partecipare anche Marta Ciafaloni, architetto e funzionario della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, artistici, storici ed etnoantropologici per le province di Pisa e Livorno; Renato Guerrucci, dottore di ricerca in archeologia medioevale; Alberto Lusiani, ricercatore di fisica sperimentale della Scuola Normale Superiore; Antonio Masala, ricercatore di filosofia politica Imt Institute for advanced studies – Lucca; Paolo Moneta, professore di diritto, deputato dell’Opera della Primaziale pisana; Andrea Serfogli, assessore al patrimonio del Comune.
«Come scrivo nel mio libro - spiega Nannipieri - l’Italia è un Paese senza futuro. Pisa è una città con tre università ma senza futuro, se non invertono urgentemente le loro decisioni politiche e fanno di settori strategici come la cultura e la ricerca i fondamenti delle loro riforme. Solo il patrimonio storico-artistico è ciò che ci rende autorevoli in campo internazionale. Farlo fruttare in progetti, ricerche, sviluppi, discipline e competenze dovrebbe essere la grande missione di ogni politico».
«È imbarazzante – prosegue Nannipieri – pensare che Pisa si candidi a Capitale europea della cultura quando la maggioranza dei turisti si ferma poche ore per vedere la Torre pendente e poi fugge via, ignorando la complessità del romanico pisano, da San Paolo a Ripa d’Arno a San Michele degli Scalzi, l’unicità della Certosa monumentale di Calci, la rete di pievi e abbazie della piana pisana. Finché questi monumenti vivranno nella loro solitudine, Pisa non ha alcuna chance di dare un futuro alle migliaia di laureati in Lettere, in Storia dell’arte, in Conservazione dei Beni culturali, nonostante le dichiarazioni d’ufficio del rettore Augello o le dichiarazioni di Enrico Letta di far venire Barack Obama a Pisa».
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