Sicurezza
Museo Sinopie, via al cantiere per l’Aoup niente suolo pubblico
Dopo lo spostamento delle transenne possono partire i lavori sulla parete liberata dalle bancarelle Il regolamento del Comune esenta dal pagamento le aziende pubbliche. Il costo era di oltre un milione
PISA. Con la concessione del suolo pubblico da parte del Comune, il cantiere per il restauro del Museo delle Sinopie può partire. Martedì erano iniziati i lavori preliminari con la pulizia dell’area da parte dei mezzi della Geofor. Poi lo spostamento delle transenne per delimitare e ridurre il nuovo spazio del cantiere (sette metri dal muro); la conseguenza è l'aumento dell’area per il transito dei turisti, prima costretti ad utilizzare solo il marciapiede a ridosso del prato. Anche l’arco di piazza Manin è stato riaperto spostando di pochi metri la recinzione di sicurezza. La concessione del suolo pubblico non avrà alcun costo per l’Azienda Ospedaliera, ente appaltante del cantiere. Rientra infatti nelle categorie escluse dal pagamento, come recita l’articolo 31 del regolamento sul canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche. In caso contrario la cifra sarebbe stata davvero importante: considerando infatti 1,86 euro al mq per un cantiere di 1.680 mq, il costo giornaliero avrebbe superato i 3mila euro.
Per quanto riguarda lo specifico dei lavori (durata un anno per un importo di circa 800mila euro e affidati alla Decoart di Firenze), sarà un restauro pietra per pietra. Gli interventi riguardano la manutenzione della facciata, cornicioni, infissi, ringhiere in ferro e della copertura. La facciata presenta incrostazioni, macchie di umidità e vegetazione spontanea. La superficie sarà pulita con un lavaggio a base di sostanze emollienti e acqua a bassa pressione; i tecnici si aiuteranno con una spazzola di saggina o un pennello morbido. La vegetazione spontanea verrà rimossa a mano trattando in seguito la parte con diserbante. Da un primo sopralluogo, le maggiori criticità riguardano la fascia di mattoni dove poggiavano le coperture delle bancarelle: qui infatti l’umidità è penetrata pesantemente a causa dell’acqua stagnante.
Delicato anche il restauro di cornici e cornicioni dove si interverrà con il lavaggio ad acqua per rimuovere le incrostazioni. Le cornici in pietra delle aperture saranno trattate a mano con raschietti e bisturi o addirittura con strumenti di precisione di tipo dentistico.
Quanto agli infissi, tutto dipende dalla valutazione delle condizioni. Nel caso sia necessaria la sostituzione, si procederà alla smuratura del telaio. I nuovi infissi manterranno la tipologia e il disegno originari.
Infine il tetto con il problema delle infiltrazioni delle acque piovane. Anzitutto sarà ripristinata la veletta in cemento armato a coronamento della facciata, a cui sarà aggiunta una conversa in rame. Verrà inoltre smontato il manto in coppi e embrici per posare una guaina impermeabilizzante.
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