Sicurezza
La Sepi chiede 56mila euro a Pampana
Ma l’imprenditore si oppone in Tribunale, al centro un contenzioso legato al rudere del Lungarno
PISA. La Sepi (Società Entrate Pisa) chiede 56.500 euro all'imprenditore del settore edile Giuseppe Pampana.
Secondo la società di riscossione del Comune di Pisa, l'imprenditore avrebbe occupato il suolo pubblico vicino ad uno stabile di sua proprietà sul Lungarno Galilei (si tratta del cosiddetto rudere).
Secondo Pampana, invece, le transenne poste a protezione del rudere sul Lungarno Galilei sono state collocate dalla protezione civile del Comune di Pisa, oltretutto a sua insaputa, a fronte di una necessità causata dal Comune. Sarà il Tribunale di Pisa a decidere se l'imprenditore dovrà versare la somma richiesta.
Pampana, infatti, si è opposto al provvedimento e ha citato il Comune in Tribunale per ottenere la revoca «dell'avviso di accertamento». La società di riscossione di Palazzo Gambacorti chiede il pagamento di oltre 56mila euro all'imprenditore «a titolo di tassa per l'occupazione dell'area comunale – si legge nella determina del Comune - limitrofa alla sua proprietà ubicata in Lungarno Galilei».
L’imprenditore Pampana, invece, sostiene che le transenne poste a protezione dell'edificio «sono state collocate dalla Protezione civile, a sua insaputa, a fronte di una necessità causata dal Comune che gli ha precluso ogni tipo di ristrutturazione dei ruderi di sua proprietà e che – prosegue la determina -, pertanto, nessuno spazio comunale è stato occupato».
L'imprenditore inoltre evidenzia «che la sua proprietà consta di ruderi che sono protetti da una rete apposta da lui stesso – si legge ancora nella determina del Comune - al fine di evitare la fuoriuscita di calcinacci pericolanti e impedire l'accesso a persone».
Un edificio che l'imprenditore «ha costantemente voluto ristrutturare ma che ogni intervento gli è sempre stato negato dal Comune in virtù dell'antico originario vincolo».
Secondo l’amministrazione di Palazzo Gambacorti, «essendo tali eccezioni prive di fondamento, è opportuno che il Comune si costituisca in giudizio affidando la rappresentanza alle avvocate Gloria Lazzeri e Giuseppina Gigliotti dell’Avvocatura Civica».
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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