Proteste
«Certosa a rischio ne parlerò con Bray e Saccomanni»
Il ministro Carrozza promette interventi contro il degrado «Porteremo il presidente degli Stati Uniti anche qui»
CALCI. «Porteremo qui anche Obama. Quando il presidente degli Stati Uniti verrà a Pisa, come ci auguriamo, non potremo non farlo venire alla Certosa».
Parola del ministro Maria Chiara Carrozza, che si è recata ieri in visita ufficiale al grande complesso monumentale di Calci, afflitto da degrado e a rischio crollo.
C’erano i rappresentanti delle istituzioni ai massimi livelli: il senatore Maria Grazia Gatti, il prefetto Francesco Tagliente, il sovrintendente Giuseppe Stolfi (con l’architetto Marta Ciafaloni), il pro rettore vicario dell’Università Nicoletta De Francesco, il maggiore Stefano Bove, comandante la compagnia dei carabinieri di Pisa. A fare gli onori casa, insieme al sindaco Bruno Possenti (accompagnato dal suo vice Antonio Piccioli e dall’assessore comunale Massimiliano Ghimenti), i due direttori dei musei della Certosa: Roberto Barbuti, coordinatore del Museo di storia naturale del territorio, e e Severina Russo, responsabile della parte monumentale.
Il ministro Carrozza ha compiuto una visita accurata nei diversi locali, durata oltre due ore, soffermandosi su quelle che sono le maggiori criticità, a cominciare dalle infiltrazioni d’acqua dai tetti e dalle pareti, che hanno provocato tra l’altro il distacco di affreschi preziosi, l’umidità e la muffa che aggrediscono i tesori barocchi della chiostra della foresteria, un autentico disastro.
«Servono oltre 5 milioni di euro per mettere in sicurezza le sole aree di copertura», ha detto e ripetuto il sindaco, il quale ha annotato che l’ultimo ministro in carica del governo ad andare alla Certosa era stato, nel 1975, il senatore Giovanni Spadolini. Da allora nessun rappresentante dello Stato nonostante gli inviti rivolti a Bondi, Galan e altri».
Gli appelli per salvare il complesso monumentale, capace di calamitare ogni anno oltre 50mila persone (è pur sempre il monumento più visitato in provincia di Pisa, dopo la piazza dei Miracoli con la sua Torre pendente).
Il ministro Carrozza ha detto che alla Certosa si è recata più volte, da privata cittadina, e ha accompagnato non di rado anche i suoi figli. «In quest’occasione - ha ripetuto - particolari che ignoravo si sono dischiusi ai miei occhi. Questo è un patrimonio inestimabile, purtroppo in gravissimo pericolo. Prendo atto delle condizioni in cui versa».
Ha aggiunto: «Sto facendo un ampio giro per l’Italia e mi convinco sempre di più che si impongono interventi. Bisogna agire tutti insieme puntando nella stessa direzione. Non si deve agire per reparti stagni, separati. La collaborazione invece essere totale. È doverosa una collaborazione con una progettualità unica, dall’istruzione alla ricerca scientifica, al turismo e all’università».
La promessa: «Conto di tornare alla Certosa con qualcosa che nel frattempo potrà succedere», si è lasciata andare Carrozza evidenziando un cauto ottimismo. «Intanto riferirò, alla luce di quanto ho toccato con mano, ai ministri Bray e Saccomanni».
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